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Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.

Nel 2009 la popolazione urbana mondiale ha superato per la prima volta quella rurale. Questo è un fenomeno considerato “stabile”, ovvero destinato a continuare in modo costante nel futuro: le stime sono che nel 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città.

Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.

Desvigne
OBR - Parco Centrale di Prato

L’Europa è una delle aree più urbanizzate al mondo: oggi più del 70% dei cittadini europei vivono in aree urbane e gli studi delle Nazioni Unite stimano che la percentuale salirà all’80% entro il 2050.

Le città sono luoghi attrattivi per le opportunità che aprono da un punto di vista delle interazioni sociali, culturali, di studio, di lavoro, sono luoghi maggiormente competitivi per l’innovazione, l’economia e la ricerca, ma sono anche i luoghi nei quali si manifestano gli effetti della povertà, della segregazione sociale e spaziale, della disoccupazione e sono luoghi “fragili” nei quali si manifestano con maggiore violenza gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento: già oggi le città consumano il 75% delle risorse naturali e sono responsabili del 70% delle emissioni globali di CO2.

Il futuro dell’umanità si muove nell’ambito di questo paradosso: le città sono i luoghi nei quali l’uomo abiterà per le opportunità che offrono e, allo stesso tempo, sono i luoghi nei quali si concentrano e si producono i problemi che dovrà affrontare.

Quindi la grande sfida culturale e politica da affrontare è come rendere sostenibile l’attrattiva delle città e far sì che il loro futuro sviluppo generi dei luoghi adeguati alla salute pubblica dei suoi cittadini, inclusivi da un punto di vista sociale e spaziale e che agiscano attivamente nel miglioramento delle condizioni ambientali del pianeta.

A livello internazionale il documento di riferimento per lo sviluppo del pianeta è l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 da 193 Paesi membri dell’ONU, che contiene i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

A livello europeo, con il Patto di Amsterdam di Maggio 2016, si è istituita l’Agenda Urbana per l’Unione Europea, che riconosce in modo definitivo il ruolo centrale delle aree urbane nello sviluppo sociale, culturale ed economico del futuro del continente.

Nel contesto dell’Agenda Urbana dell’UE, le città italiane potranno giocare un ruolo di protagonismo se sapranno accettare la sfida culturale e politica che le si pone di fronte. C’è una competizione in corso a livello internazionale fatta di innovazione, ricerca, capacità di attrazione degli investimenti, miglioramento delle caratteristiche ambientali, di resilienza, di inclusione sociale e le città sono e saranno i luoghi di questa competizione. Nelle città italiane risiedono gli asset strategici per lo sviluppo dell’intero sistema Italia ed in particolare hanno due temi assolutamente specifici in ambito europeo ed internazionale che possono rappresentare il vero valore aggiunto in questo contesto di competizione globale, che, tra l’altro, sono totalmente allineati e funzionali alle future strategie europee dell’Agenda Urbana dell’UE: la storia con le sue testimonianze artistiche e di tradizioni culturali, sociali ed economiche e la presenza dei distretti industriali.

Il Piano Operativo del Comune di Prato risponde e delinea una visione complessiva per lo sviluppo della città in relazione a questo panorama internazionale, cercando di affrontare i temi della complessità del presente e del futuro con un approccio innovativo, sostenibile e ancorato ai bisogni dei cittadini in tutte le loro componenti. Una visione della città che parte dall’identificazione del ruolo strategico che Prato riveste nell’ambito nazionale, regionale e di area vasta, promuovendo e contribuendo ad una prospettiva di sviluppo sovra locale.

Un progetto di città che concretizza la vision di sviluppo del territorio contenuta nell’atto di indirizzo politico, approvato dal Consiglio Comunale a Novembre 2015, che ha promosso un modello di governance che ha previsto l’integrazione tra i diversi strumenti di pianificazione del Comune -in particolare DUP (Documento unico di Programmazione), PAES (Piano di Azione Energia Sostenibile), PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), POP (Piano triennale delle Opere Pubbliche) e Piano Smart City- in una logica di politiche intersettoriali a cui, accanto alla visione strategica nel medio-lungo periodo, ha da subito affiancato progetti in grado di concretizzare e anticipare quelle strategie.

Un progetto di città che ha messo in campo, nella sua fase preliminare, uno straordinario sforzo volto al coinvolgimento di tutti i cittadini per l’ascolto delle loro proposte e per condividere le scelte strategiche promosse dall’Amministrazione, che ha previsto un percorso partecipativo e di comunicazione, denominato Prato al Futuro, articolato in molteplici livelli, che ha visto il confronto con esperti nazionali ed internazionali, con i professionisti della città e in generale con i cittadini in tutte le loro componenti -portatori di interesse, abitanti delle frazioni, associazioni di categoria, ecc.- e uno specifico e innovativo percorso partecipativo per i bambini delle scuole cittadine sviluppato insieme al comitato cittadino di Unicef.

Un progetto di città che inserisce Prato nel contesto della competizione internazionale descritto nella premessa, attivando politiche urbane finalizzate da una parte alla tutela ed alla promozione del lavoro, con azioni adeguate alle esigenze del distretto del tessile-moda, dei comparti economici esistenti nella città e nell’area vasta e dall’altra introducendo visioni urbane innovative a servizio dei nuovi settori economici. La prospettiva è quella di rendere sempre più attrattiva la città per creare nuove opportunità di investimento e quindi di lavoro, nei settori strategici della città e della Regione Toscana, proiettando Prato nella sfida internazionale dell’impresa 4.0 e cercando di sviluppare, in sinergia con il Piano Smart City, le opportunità che l’essere una delle 5 città italiane sede della sperimentazione sulla tecnologia 5g aprono. Il Piano Operativo fa propria e promuove la narrazione di Prato città della contemporaneità in Toscana, identificata come immagine condivisa in tutte le strategie di promozione del territorio messe in atto dall’Amministrazione in questi anni, perché funzionale ai suoi comparti economici e alle sue istituzioni culturali, affiancando a questa narrazione interi settori urbani nei quali vengono attivate strategie con prefigurazioni che puntano all’innovazione, mirate all’insediamento di nuove funzioni strategiche per la città e a offrire servizi sempre più avanzati a quelle esistenti.

Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.
Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.
Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.
Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.

Prato
Foto di Fernando Guerra


Prato al Futuro
Un momento del percorso partecipativo.
Foto di Fabrizio Bruno


Prato al Futuro
Un momento del percorso partecipativo. Lorenza Baroncelli, Comune di Mantova e Valerio Barberis, Comune di Prato.
Foto di Fabrizio Bruno

Un progetto di città che opera nella direzione di costruire una città pubblica, promuovendo il coordinamento delle politiche urbane e quelle di welfare state, grazie alla costruzione di una rete di luoghi e di servizi pubblici e privati -piazze, giardini, parchi, istituzioni, scuole, edifici e spazi per lo sport e la cultura, servizi per il sociale e servizi sanitari, le nuove forme dell’abitare sociale in tutte le sue articolazioni, luoghi di culto, sedi dell’associazionismo, ecc-, diffusi omogeneamente in tutto il territorio comunale, in modo da garantirne la fruizione da parte di tutti i cittadini, nella logica di favorire l’inclusione sociale e spaziale.

Un progetto di città che punta a promuovere il riuso della città, nella logica di ridurre il consumo di nuovo suolo, introducendo criteri di flessibilità sui tipi di intervento e sulle funzioni, che si inserisce nello scenario più ampio che vede Prato come uno dei luoghi paradigmatici a livello europeo sulle pratiche di riuso: condizione che ha portato la città a coordinare per l’Italia il gruppo di lavoro che nell’ambito dell’Agenda Urbana dell’UE sta sviluppando le future strategie continentali sull’economia circolare, nel quale vengono promosse le istanze dei distretti industriali nazionali, della regione Toscana ed in particolare del distretto tessile pratese. Il riuso è la strategia principale del Piano Operativo e punta a delineare scenari in cui venga preservato il carattere della città nelle sue differenti componenti, in particolare l’intima connessione tra il paesaggio urbano e l’edilizia industriale di alcuni suoi comparti, innovandone i contenuti funzionali e aprendo alla sperimentazione tecnologica e architettonica in relazione alle attività che si intendono attrarre nella città.

Un progetto di città che delinea una precisa per le aree agricole del territorio, fondata sul riconoscimento della loro importanza da un punto di vista ambientale ed eco-sistemico e che promuove forme di gestione territoriale integrate atte a incentivare la produzione agricola biologica, la distribuzione dei prodotti agro-alimentari secondo i modelli delle filiere corte e il turismo eco e sostenibile, grazie alla valorizzazione delle straordinarie testimonianze storiche ancora oggi presenti come le Cascine di Tavola e il sistema delle gore e dei mulini.

Un progetto di città che pone i temi ambientali al centro di tutte le scelte, che porta Prato a pieno titolo all’interno del dibattito internazionale più aggiornato in corso su come le città dovranno affrontare i temi di resilienza che si pongono di fronte in relazione ai cambiamenti climatici ed alla salute pubblica: la città da questo punto di vista è un network continuo di aree e connessioni verdi, che forma una vera e propria infrastruttura naturale che racchiude “isole” all’interno delle quali si trova il costruito. Temi ambientali urbani, significano natura, alberi, aree verdi pubbliche e private, spazi e direttrici di connessioni ecologiche, rispetto ai quali il Piano definisce le strategie e le modalità di intervento con una precisa finalità: interpretare la natura nella città come una vera e propria infrastruttura territoriale, uno strumento attivo nei confronti dei cambiamenti climatici, dei temi ambientali e al quale assegnare un nuovo ruolo attivo per il miglioramento della salute dei cittadini.

Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.
Un progetto integrato per il futuro delle città. L’esempio del piano operativo di Prato.

Piazza dell'Immaginario a Prato
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Foto di Filippo Bardazzi


Nuovo Centro Pecci
NIO Architecten
Foto di Fernando Guerra

VALERIO BARBERIS:
(1971) Studia alla Facoltà di Architettura di Firenze, dove si laurea con lode in Progettazione Architettonica e Urbana nel 1995 e dove discute, nel 2004, la tesi di Dottorato di Ricerca in Progettazione Architettonica. Dal 2005 è docente in Progettazione Architettonica alla Facoltà di Architettura di Firenze, oggi DIDA.
Alla fine degli anni ‘90 fonda a Prato lo studio MDU architetti con gli architetti Marcello Marchesini e Alessandro Corradini e Cristiano Cosi. Il lavoro dello studio emerge per l’originalità della ricerca, si afferma in numerosi concorsi di progettazione ed è pubblicato nelle più importanti riviste e webzine internazionali.
Nel 2014 il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, lo chiama a rivestire il ruolo di Assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici. Cessa l’attività professionale e si dedica integralmente all’incarico pubblico. Nel suo ruolo di Assessore promuove una vision complessiva del futuro della città di Prato, che si concretizza nella formazione di una Agenda Urbana che sta emergendo nel panorama nazionale ed europeo, nel dibattito sullo sviluppo locale sostenibile.
Dal 2016 è coordinatore per l’Italia nella Partnership sull’Economia Circolare all’interno del programma Urban Agenda for the EU, intrapreso dalla Commissione Europea.