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Un percorso di ricerca e divulgazione

Negli anni scorsi, alcuni neolaureati mi chiesero un consiglio per muovere i primi passi nel mondo del lavoro. Ho suggerito loro di approfittare del tempo libero per incontrare gli architetti e gli ingegneri che hanno contribuito a costruire la Trento nella quale viviamo e lavoriamo.

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

Gli studi dei progettisti del quartiere Madonna Bianca - Villazzano Tre, di molte strutture a “Trento Nord”, dell’ospedale Santa Chiara o del palazzetto dello sport alle Ghiaie sono in gran parte in attività.

Anche Gian Leo Salvotti, l’autore dell’edificio in piazza Silvio Pellico nel quale, coloro che mi avevano interpellato hanno in seguito aperto la sede del collettivo che ha ideato la mostra di cui parliamo, è attivo, pieno di energie, parole e pensieri.

Avevo avvertito loro che probabilmente avrebbero trovato Luciano Perini chino sui tavoli da disegno, Renato Rizzi intento nella lettura, nella scrittura e nell’attività di cantiere, Gian Leo Salvotti passeggiare davanti a palazzo Fugger Galasso, una delle poche opere d’architettura senza tempo in grado di dialogare con quell’ordinata Trento di domani da lui più volte tracciata.

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

L’obiettivo di Campomarzio non era scrivere la storia dell’architettura trentina del secondo Novecento ma incontrare persone, ascoltarle, curiosare tra colori, disegni, modelli, recuperare progetti per la città e ricomporre i frammenti d’idee o sogni.

Lo studio della storia contemporanea, il più esposto al rischio di confondere ricordi e fatti, ha bisogno del giusto distacco e del rigoroso riscontro delle fonti ma, allo stesso tempo può e deve documentare anche quanto non ha lasciato traccia negli archivi.

Da questi primi contatti con i progettisti trentini è nato “Confronti”, il ciclo di dialoghi tenuti a Trento nel 2014. In quelle occasioni hanno dialogato tra loro Sergio Giovanazzi e Alessandro Boato, Gian Leo Salvotti e Renato Rizzi, Marcello Armani e Luciano Perini, Vittoria Wolf Gerola e Michelangelo Lupo. Ogni incontro ha offerto ai progettisti l’occasione per raccontarsi attraverso una selezione di materiali da loro scelti. Disegni, modelli, libri, appunti di cantiere e fotografie sono entrati in risonanza con le opere di Rolando Tessadri, Mauro Cappelletti, Rolando Trenti e Alda Failoni esposte nei tre piani della Galleria di Paola Stelzer.

“Confronti” ha indagato vent’anni di storia trentina approfondendo i seguenti temi: 1966/1970. Il ‘68, la gestione politica della città e la pianificazione, Sergio Giovanazzi - Sandro Boato, moderato da Corrado Diamantini; 1975/1980. L’architettura e la città: i frammenti esemplari, Gian Leo Salvotti - Renato Rizzi, moderato da Renato Bocchi; 1970/1975. Città e welfare, la progettazione a grande scala, Marcello Armani - Luciano Perini, moderato da Alessandro Franceschini; 1980/1986. La storia: recupero del patrimonio o pretesto progettuale, Oria Gerola Wolf - Michelangelo Lupo, moderato da Fabio Campolongo.

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

Almanacco 70 - Architettura e Astrazione, la mostra tenutasi alla Galleria Civica di Trento tra febbraio e maggio di quest’anno e curata da Campomazio, Margherita de Pilati e Gabriele Lorenzoni
è una tappa di questo percorso che incrocia le ricerche portate avanti dall’archivio del ‘900 del Mart. Dalle ricerche dei curatori sono emerse tracce utili per comprendere quanto ci circonda favorendo quel processo di lettura critica dei luoghi che è necessario prima di ogni progetto, sia esso conservativo o di sostituzione edilizia.

La mostra ha offerto almeno quattro occasioni ufficiali per discutere sui temi e sui materiali esposti: l’inaugurazione, l’incontro con gli autori, la presentazione del catalogo, la visita dedicata agli studenti universitari dell’associazione culturale Acropoli, oltre alle passeggiate in città come nel caso della giornata dedicata alle torri di Madonna Bianca. Dai tetti di quel quartiere per millecinquecento abitanti, il ragionamento è spaziato dai temi della pianificazione a quelli del rapporto con il costruito storico che è presente anche in questa cittadella moderna e forse sopravvive con problemi conservativi minori rispetto a quelli evidenziati nelle realizzazioni negli anni Settanta.

 

Il catalogo infine, oltre a documentare la mostra e il suo allestimento economico, quanto efficace, mette a disposizione materiali utili allo studio di quegli anni e approfondimenti utili anche alla revisione delle norme e dei piani che governano la trasformazione della città.

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70
© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70
© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70
© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70

© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca - Jacopo Salvi - Foto della mostra Almanacco 70