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Trentino@PadiglioneItalia

Nella pur intrinseca discontinuità dovuta al succedersi dei curatori, la Biennale di Architettura di Venezia inaugurata il 26 maggio scorso conferma una peculiare attenzione al ruolo sociale della nostra disciplina.

Trentino@PadiglioneItalia - Centrale idroelettrica a Cillà

David Marchiori, Centrale idroelettrica a Cillà, Comano Terme, vista esterna, foto di Mattia Riccadonna

Curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara (Grafton Architects), FREESPACE “celebra l’abilità dell’architettura di trovare una nuova e inattesa generosità in ogni progetto, anche nelle condizioni più private, difensive, esclusive o commercialmente limitate” invitando a “a riesaminare il nostro modo di pensare, stimolando nuovi modi di vedere il mondo e di inventare soluzioni in cui l’architettura provvede al benessere e alla dignità di ogni abitante di questo fragile pianeta”.

Entro questa cornice, nel numero delle partecipazioni nazionali, Mario Cucinella ha inteso il padiglione italiano quale luogo interattivo finalizzato alla verifica delle potenzialità dell’“architettura come strumento di rilancio dei territori”.

Arcipelago Italia sposta quindi l’orizzonte del dibattito verso le periferie, le aree interne, i margini, mostrandone i potenziali contributi ad un diverso sguardo sul futuro, a forme alternative di dialogo tra paesaggio e presenza attiva dell’uomo, a rinnovate dialettiche tra scale d’intervento coerenti con le esigenze e le contingenze contemporanee.

In questo viaggio attraverso le isole dell’arcipelago ci fanno da “traghetto” cinque progetti “prototipo” che, campionando altrettanti luoghi e condizioni sparsi per la penisola, descrivono scenari tanto radicati nella storia e nelle radici locali quanto portatori di saperi e consapevolezze di più ampio respiro che li proiettano verso futuri possibili.

Così condotti raggiungiamo quindi un secondo arcipelago, quello per così dire concreto e tangibile, costituito dagli esempi discreti dispostivi tutt’attorno, rivelatori di una qualità realizzata -quindi assolutamente fattibile- che anche -o anzi- soprattutto la “provincia” sa esprimere, organizzati geograficamente e ricapitolati, di volta in volta, entro tematismi che ne esprimono le peculiarità e le vocazioni.

In parte esito di una call aperta, in parte selezionati per invito del curatore, sono presentati i lavori di colleghi architetti, di ingegneri, di collettivi multidisciplinari che esplorano esigenze, scale e programmi funzionali piuttosto diversi ricomponendo un itinerario multiforme.

Questo itinerario tocca anche le Alpi orientali e, quindi, la nostra Provincia affrontando “i temi della vita quotidiana, dall’imprescindibile rapporto dell’uomo con una natura impervia, all’importanza di spazi culturali e produttivi”.

A Comano Terme la Centrale idroelettrica di Cillà (David Marchiori, 2017) e l’Agriturismo Casa Riga (Stefania Saracino e Franco Tagliabue, 2014) “indagano l’equilibrio e l’armonia con il paesaggio”. A Molveno “un’opera d’arte nasce “grazie” al cambiamento climatico, svelando una nuova opportunità per il territorio” (Collettivo OP, 2017). A Cles la Casa MaDe (Mirko Franzoso e Sergio Marinelli, 2015) integra consapevolmente qualità ed economia formale alla necessaria ricerca sulla sostenibilità volta ad ottenere un’abitazione “ad energia quasi zero”. A Paneveggio il recupero della Baita Premessaria (Guido e Francesco Moretti, 2007) sottolinea l’attenzione ai temi del patrimonio e del riuso in contesti marginali.

Completa questo viaggio una puntata “fuori provincia” costituita dal progetto di uno studio trentino per il Centro di aggregazione sociale per giovani e anziani “Alena Ajrulai, Loris Cialfi e Valbona Osmani” a Poggio Picenze in provincia dell’Aquila (Burnazzi Feltrin, 2015) che mette in tensione i confini del tema, esplorando le potenzialità tentative dell’architettura nel rispondere al dramma del sisma.

Trentino@PadiglioneItalia - Casa Riga
Trentino@PadiglioneItalia - Opera dello svelamento, conoscenza e rinnovamento delle acque
Trentino@PadiglioneItalia - Centro di aggregazione per giovani e anziani a Poggio Picenze

Stefania Saracino, Franco Tagliabue, Casa Riga, vista delle stanze, foto di Davide Cornacchini

Collettivo OP, Opera dello svelamento, conoscenza e rinnovamento delle acque, Molveno, 2017, Tavolo palcoscenico dell’interazione, foto di Alessia Zeni

Burnazzi Feltrin Architetti, Centro di aggregazione per giovani e anziani a Poggio Picenze (L’Aquila), 2015, l’edificio nel paesaggio, foto di Carlo Baroni

Album Fotografico: