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Trentino Alto Adige: scenari di mercato e di sviluppo economico

Dinamica del pil: una regione in crescita

La cluster analysis del territorio italiano sotto il profilo economico -restituito rispetto ad ambiti territoriali omogenei- mostra come il Trentino-Adige ricada per ampia parte all’interno delle caratteristiche che definiscono le aree interne, ma allo stesso tempo questa “particolare area interna” si caratterizza per le migliori Performance demografiche e economiche del Paese.

Trentino Alto Adige: scenari di mercato e di sviluppo economico

L’analisi della dinamica del Prodotto interno lordo (PIL) mostra come, dopo la progr essiva crescita verificatasi tra il 1999 e il 2007, al pari delle altre regioni italiane, anche in Trentino-Alto Adige si è registrata una significativa flessione, terminata nella seconda metà del 2009, alla quale è seguita una nuova fase di crescita, con tassi superiori a quelli di tutte le regioni d’Italia. Rispetto al 2007, pertanto, la dinamica del PIL nella regione non risulta soltanto recuperata ma si è registrato nel 2016 un incremento pari al 4%, facendo del Trentino-Alto Adige l’unica regione italiana in crescita.
La distribuzione del PIL/pro capite nel 2016 delle due provincie che compongono la regione evidenzia la prima posizione in Italia di Bolzano, con 42.459/pro capite e la terza di Trento, 35.005/pro capite.
La composizione del valore aggiunto vede un netto prevalere dei servizi in entrambe le province. Entro una seconda fascia si collocano commercio, industria, attività finanziarie ed assicurative, altre attività di servizio e industria in senso stretto. Entro una terza fascia costruzioni e agricoltura, silvicoltura e pesca.
Rispetto alle merci prodotte, se il dato nazionale (in percentuale sul pil) del valore delle esportazioni è pari al 24,8% quello regionale si attesta di poco al di sotto del 20%. Se la dinamica del valore aggiunto ha visto, a livello nazionale, due fasi di crisi succedersi -una più significativa costituita dalla fase più acuta della crisi nel 2009 e una successiva prolungatasi dal 2012 al 2014- il Trentino-Alto Adige registrato una contrazine del PIL nel 2008 (-0,5%) e nel 2009 (-2,7%), avviando un fase di recupero nel 2010 e nel 2011, mentre nella seconda fase critica la regione, ha solo contratto la produzione con valori vicini ma superiori allo zero nel 2012 e nel 2014 e ha poi registrato range di crescita contenuti ma più solidi a partire dal 2015.
Tale andamento trova tuttavia un riscontro differenziato se analizzato nel dettaglio provinciale. La provincia di Trento, infatti, ha registrato entrambe le fasi recessive con una contrazione del pil significativamente peggiore rispetto a Bolzano sia nel 2009 (-3,2%) che nel 2012 (-1,4%), anno in cui peraltro la provincia di Bolzano continuava a mostrare valori positivi fino al 2012, e la contrazione del 2013 (-0,1%) è stata subito seguita dalla ripresa. Il 2016 vede le due province entro range di crescita simili. L’analisi del dato relativo alla disoccupazione mostra come le percentuali interessanti il Trentino-Alto Adige siano significativamente migliori rispetto al dato nazionale: 4,4% contro 11,2% e 14,4% contro 34,7% relativamente alla disoccupazione giovanile (15-24 anni) di cui quello trentino e altoatesino rappresenta il miglior dato a livello nazionale.

Scenari demografici e flussi migratori.
L’analisi delle variazioni dello scenario della popolazione tra il 2016 e il 2036 prevede per il Trentino Alto Adige una crescita di 70.169 unità (6,6%) classificandola come unica regione in crescita insieme alla Lombardia, che supera percentualmente, mentre il dato nazionale prevede un decremento della popolazione pari al -4,6% (2.801.355 unità). Salvo un momento di contrazione registrato da entrambe le province nel 2011, e dovuto più a ragini contabili che a dinamiche reali, la popolazione residente nel territorio è in crescita sia in Trentino che in Alto Adige.
Le dinamiche naturali vedono le due province collocate su piani molto diversi. Ad un andamento della natalità sostanzialmente costante in Alto Adige si oppone un netto calo delle nascite in Trentino, dove si è raggiunto il saldo negativo tra nati e morti nel 2015 (a livello nazionale è stato raggiunto nel 2011) e dove le nascite continuano a calare. Le dinamiche migratorie vedono crescere i flussi provenienti dall’estero ma anche quelli provenienti dalle altre regioni italiane. In particolare i flussi provenienti dall’estero dopo alcuni momenti di inflessione (2014 e 2016, solo per il Trentino) hanno ripreso a crescere seppur con numeri minori rispetto al passato. Mediamente costante l’andamento di nuovi residenti provenienti da altre parti d’Italia per il Trentino, in sostanziale crescita per l’Alto Adige.

Trentino Alto Adige: scenari di mercato e di sviluppo economico

Dinamica del PIL nelle regioni
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat

Principali indicatori economici
Numero occupati in Trentino-Alto Adige
Numero occupati in Provincia di Trento per settore

Principali indicatori economici
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat


Numero occupati in Trentino-Alto Adige
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat


Numero occupati in Provincia di Trento per settore
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat

Flussi turistici
L’analisi del dato relativo ai flussi turistici mostra come il Trentino-Alto Adige abbia registrato, nel 2017, un numero di arrivi pari a 11.035.000 e un numero di presenze pari a 48.249.000 collocandosi, rispettivamente, al 5° e al 2° posto nella classifica nazionale.
Rispetto a tale analisi e, nello specifico, alle presenze turistiche internazionali si segnala però come tale dato sia diversamente ripartito tra le due province. Sempre nel 2017, infatti, pur registrando una variazione positiva pari al 10% rispetto a due anni prima, la provincia di Bolzano ha registrato 22.125.350 presenze mentre quella di Trento 7.412.103. Se rapportato agli abitanti, tale dato si traduce in 41,9 presenze per abitante in provincia di Bolzano e in 13,7 in provincia di Trento.
Se rapportati ad altre mete, sia a livello nazionale che internazionale. tali dati rendono evidente la dimensione del fenomeno soprattutto relativamente alla provincia di Bolzano che è proporzionalmente competitiva con regioni tradizionalmente di grande attrattività come le Canarie o Creta mentre il dato della provincia di Trento, pur competitivo a livello nazionale, mostra chiare potenzialità inespresse, vista la sua spiccata vocazione in tal senso.

La dinamica dell’occupazione: i settori in crescita e quelli in calo
L’andamento dell’occupazione nel Trentino-Alto Adige tra il 2008 e il 2017 restituisce coerentemente il divario tra i settori più attrattivi, come commercio e alberghi (+19,4%), i settori rimasti sostanzialmente su livelli stabili come l’agricoltura (+0,9%) o l’industria (+0,4%) e moderatamente in crescita quello del terziario legato ad altre tipologie di servizi (+6,6%), e il settore che più ha pagato la crisi: il settore delle costruzioni (-8,6%).
Tali dati mostrano la specificità provinciale se analizzati separatamente, evidenziando le differenze esistenti tra due realtà piuttosto distinte. La provincia di Trento registra la crescita degli occupati in commercio e alberghi (+14,4%) ma anche quella dei settori dell’agricoltura (+9,4%) e dell’industria (+4,7%) mentre il calo del settore delle costruzioni è particolarmente pesante (-25,0%).
D’altra parte la provincia di Bolzano mostra di contro un settore delle costruzioni in crescita del +10,8%, mentre segnano il passo l’agricoltura (-3,1%) e l’industria (-4,4%), mentre è confermato il dato della crescita turistica dall’incremento significato del numero degli occupati nell’ambito del commercio e degli alberghi (+22,9%).

I luoghi: le città e le aree interne
La variazione recente della popolazione (2013-2017) mostra come rispetto ad uno scenario italiano piuttosto variegato e legato alle specificità locali le città di Trento e Bolzano abbiano mostrato capacità attrattiva, pur con intensità diverse: Trento cresce tra 2013 e 2016 di 712 abitanti (con uno ‘scatto nel 2017); mentre Bolzano cresce di 1.604 abitanti. Lo scenario previsionale mostra maggior rischi di contrazione a vent’anni per la città di Trento rispetto a Bolzano. La capacità attrattiva differenzia questo territorio dalle altre aree interne del Paese caratterizzate da dinamiche demografiche fortemente critiche, tali da far parlare di vero e proprio spopolamento.
Una conferma di ha dal mercato immobiliare, che è tornato a crescere dal 2014 sino al 2017 con tassi anche importanti, rimane però la distanza co i livelli toccati nel picco precedente: nel 2017 il numero delle compravendite a Trento città è inferiore del 25,3% rispetto al 2008, mentre Bolzano è addirittura a -43,6%.
La capacità attrattiva delle città è oggi funzione di un’offerta di lavoro, di qualità della vita e di stimoli culturali che si arricchiscono di una funzione turistica che nelle città italiane e in quelle della regione assumo valore particolare. Le presenze turistiche, ma non è certo il caso del Trentino Alto Adige, possono correre il rischio di un eccesso di presenza, saturando e condizionando sulla mono-funzionalità economica le città, con i rischi che questo comporta di termini di perdita di popolazione, abbassamento della qualità dei servizi, erosione del patrimonio residenziale.
L’intreccio di tali fattori -condizionati dalle caratteristiche specifiche dei contesti economici, sociali e culturali ad essi associati- determina dinamiche locali particolari che si riflettono nei valori degli immobili che vedono Milano (6.000 mq) diametralmente contrapposta a Taranto (200 mq), ma Bolzano (4.050 mq) e Trento (3.500 mq) sono città come dimostrano i prezzi ben posizionata sul piano nazionale. A ulteriore conferma di una situazione positiva rispetto a ampie altre parti del contesto nazionale.

Compravendite residenziali - Variazioni % | *stima **picco del mercato regionale
Dinamica del PIL nelle regioni
Dinamica del PIL
Scenario della popolazione degionale
Dinamiche migratorie
Flussi turistici nelle regioni nel 2017
dinamiche naturali
Il tasso di disoccupazione delle regioni nel 2017
Presenze turistiche internazionali (notti) e popolazione 2015-2017

Compravendite residenziali - Variazioni % | *stima **picco del mercato regionale
Fonte: elaborazione Cresme su dati OMI - Agenzia delle Entrate


Dinamica del PIL nelle regioni
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat


Dinamica del PIL
Fonte: elaborazione Cresme su dati Istat


Scenario della popolazione degionale
Fonte: DemoSI-CRESME su dati Istat


Dinamiche migratorie
Fonte: DemoSI-CRESME su dati Istat


Flussi turistici nelle regioni nel 2017
Fonte: DemoSI-CRESME su dati Istat


Dinamiche naturali
Fonte: DemoSI-CRESME su dati Istat


Il Tasso di disoccupazione nelle regioni nel 2017
Fonte: DemoSI-CRESME su dati Istat


Tabella Presenze turistiche internazionali (notti) e popolazione 2015-2017
Fonte:-CRESME