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Trentini nel mondo: lavorare all’estero

Il tema di questo numero di a -ovvero la Professione in molte delle sue sfaccettature più o meno istituzionali- ha trovato nella rubrica “Sguardi” la possibilità di essere indagato da osservatori particolari che, nelle intenzioni, vogliono aiutare a guardarci da un punto di vista differente, per comprendere meglio chi siamo, quello che facciamo e, non da ultimo, le condizioni in cui operiamo.

Per fare questo uno sguardo interessante è quello dei nostri colleghi -iscritti come noi all’Ordine di Trento- che per varie ragioni hanno scelto di vivere e lavorare all’estero. Oltre a dar conto della loro presenza nelle nostre fila, il reportage propone una indagine per domande, uguali per tutti, le cui risposte possono costituire le premesse per una riflessione critica sullo stato del contesto in cui lavoriamo.
Le domande sottoposte sono state le seguenti:

  1. Cosa ti ha spinto a trasferirti all’estero e in che modo hai ti sei confrontato inizialmente con il mercato del lavoro del paese in cui ti sei spostato?
  2. Come trovi le condizioni e le modalità in cui viene svolta la professione nel paese in cui vivi e lavori?

 

Quali differenze riscontri con l’ambito italiano sia rispetto alle dinamiche interne alla professione che rispetto alle relazioni tra i vari interlocutori con cui ti confronti?