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Tavolo Urbanistica

Come è noto il nostro Ordine professionale ha promosso e sostenuto, nell’ambito della stesura del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio Provinciale, una importante innovazione metodologica nella definizione di standard e parametri urbanistici, coerente ad una visione moderna dell’architettura e della pianificazione. Ci riferiamo in particolar modo all’introduzione dei nuovi parametri di calcolo a SUN (Superficie Utile Netta) e altezza in piani.

Tavolo Urbanistica

Riteniamo, infatti, che l’occasione di una nuova legge urbanistica e, in particolare, dell’elaborazione di un regolamento attuativo, sia l’occasione per non perdersi in una serie di interventi slegati, ma dia invece l’opportunità di per un ripensamento, anche metodologico, più strutturale, che sia coerente agli obiettivi posti.

Un salto qualitativo della progettazione verso tecniche costruttive sostenibili, verso edifici nZEB (nearly Zero Energy Building), verso una rinnovata qualità dell’abitare, che sia tanto prestazionale quanto in termine di dotazione di servizi, richiedevano infatti alcuni correttivi ad un sistema di regole obsoleto, a causa delle quali qualsiasi spinta innovativa rischiava di arenarsi.

È immediatamente comprensibile che la precedente normativa aveva prodotto, nel tempo, modalità operative e usi consolidati, sia presso i professionisti che le amministrazioni pubbliche: ma, d’altra parte, si ribadisce la necessità di uno sforzo complessivo, affinché il cambiamento sia strutturale e non solo di facciata. Infatti, se una misura “tutto compreso” come il volume lordo ha determinato una banalizzazione delle costruzioni, non distinguendo il carico urbanistico dalla prestazione di un edificio, l’introduzione dei criteri a superficie utile netta e numero di piani, determina un approccio profondamente diverso sotto il profilo concettuale, che apre a ampie possibilità e prospettive progettuali.

L’applicazione della SUN “quale indice per pesare le costruzioni rispetto al reale carico antropico, favorendo una maggiore qualità del costruito e dell’abitare, soprattutto in una visione che deve sempre più favorire e premiare il recupero del patrimonio edilizio esistente”, costituirà anche parametro attraverso il quale individuare tipologie edilizie e permetterà, a regime, l’individuazione di un indice unico attraverso il quale misurare sia le capacità edificatorie che gli standard e gli oneri concessori.

L’ordine ha recentemente promosso un workshop rivolto ai suoi iscritti per discutere circa le criticità riscontrate nella prima fase applicativa del regolamento provinciale e per condividere metodologie e parametri per l’adeguamento dei PRG. Questo corso-laboratorio è stata l’occasione per un primo confronto anche sulle conseguenze circa l’applicazione della norma. Al di là di alcune criticità emerse - soprattutto per esempio nel confronto con la normativa precedente circa il volume lordo e l’altezza a metà falda - ne è uscito un quadro sostanzialmente positivo, che conferma le potenzialità della nuova impostazione normativa rispetto alla progettazione di edifici ad elevate prestazioni, disincentivando - per esempio - l’adozione di conformazioni volumetriche poco efficienti grazie ad alcuni parametri.

La riforma non si è conclusa ma è ancora in itinere: un cambiamento così radicale nell’approccio metodologico richiede necessariamente tempo per essere attuato e recepito. Sotto il profilo formale l’approvazione del regolamento provinciale è solo un primo passaggio, che richiede, a cascata, l’adeguamento dei Piani Regolatori - attività attualmente in corso - e delle disposizioni correlate come ad esempio quelle sui bonus volumetrici legati all’edilizia sostenibile (ex art. 86 della legge provinciale 1/2008, ancora vigente).

In generale, l’attività del gruppo di lavoro al Tavolo provinciale è stata orientata allo sviluppo di uno scenario globale rinnovato, esito di una “visione” della pianificazione e dell’urbanistica; ad una maggiore integrazione tra sostenibilità e progettazione; ad un miglioramento degli standard abitativi; ad un’implementazione dell’interazione tra pubblico e privato attraverso l’elaborazione di strumenti flessibili; a nuove possibilità, ma anche nuove responsabilità, per i progettisti i quali, dato che la norma da sola non garantisce una maggiore qualità, sono chiamati a valorizzarla attraverso le proprie capacità.

Colleghi che hanno partecipato al confronto sul nuovo Regolamento edilizio provinciale

Membri del tavolo: Paolo Conci,
Mario Gasperi, Marco Giovanazzi, Susanna Serafini