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Tavolo appalti

Il confronto sulla normativa e la ricerca di soluzioni innovative

L’attività del nostro Ordine in materia di LLPP si è focalizzata principalmente su due tematiche: in primis il confronto con il Legislatore nella stesura degli strumenti di attuazione della legge provinciale 9 marzo 2016, n. 2, in particolare del Regolamento attuativo; e, parallelamente, la promozione del concorso di progettazione come attività concreta di affidamento dell’incarico professionale.

Tavolo appalti

Per gentile concessione dell’arch. Evasio de Luca - TV

Per quanto riguarda il primo tema, ricordiamo che la normativa nazionale, che inquadra quella provinciale, e che a sua volta deriva da una più ampia Direttiva Comunitaria, prevede quale modalità principale di affidamento di lavori e di servizi la modalità dell’Offerta economicamente più vantaggiosa. La nostra principale preoccupazione, condivisa con gli Ingegneri, con i quali la sinergia ed il dialogo all’interno del tavolo Appalti sono costanti e proficui, è stata quella di chiarire un quadro normativo caratterizzato dalla proporzionalità, in cui le modalità di affidamento degli incarichi siano effettivamente commisurate al valore economico dell’opera, ma anche e soprattutto alla complessità della prestazione, dimodoché la valutazione della scelta del contraente possa essere efficace in relazione a quanto viene effettivamente richiesto dalla Stazione Appaltante. Contestualmente, è emersa anche la necessità di non ricadere in procedure eccessivamente farraginose, in cui la quantità di adempimenti esclusivamente burocratici sia tale da frenare il procedimento, mantenendo immobilizzate risorse che la crisi economica richiederebbe impiegate sul territorio con la massima celerità, o costituendo un ostacolo alla libera partecipazione.
La struttura dei nostri studi, che si configurano come microimprese, unita alla contingente stagnazione, rende di fatto la partecipazione a gare eccessivamente complesse un investimento che, se reiterato senza un ritorno, diventa insostenibile, di fatto espungendo dal mercato una consistente fetta di operatori economici.
Sulla base di queste considerazioni, e sulla comprensione che una struttura regolamentare chiara ed incontrovertibile è indispensabile per tutti i soggetti coinvolti, lo sforzo degli Architetti è stato quello di redigere una matrice all’interno della quale la correlazione fra caratteristiche del servizio, modalità di gara e campo di applicazione fosse incontrovertibilmente chiara.
La trasparenza delle procedure, l’adeguatezza dei criteri di valutazione delle offerte, il ricorso ad elementi di giudizio, per quanto possibile, oggettivi, la corretta remunerazione degli incarichi sono ancora una volta elementi cardine dell’azione del nostro 0rdine in materia di Lavori Pubblici.
Parallelamente, si è voluto cercare di concretizzare l’ipotesi del Concorso di progettazione come modalità di affidamento di incarico vantaggiosa per il Committente ed allo stesso tempo di garanzia per il professionista.
Per fare questo, si è partiti dalle esperienze, positive e praticamente compiute, di Città della Scienza e della Stazione Zoologica Anton Dhorn, a Napoli, stazioni appaltanti per le quali la Fondazione Inarcassa ha fornito concreto supporto nella realizzazione di un concorso di progettazione. In entrambi i casi, la procedura, nell’arco temporale di 180 giorni, ha consentito all’Amministrazione di poter scegliere il progetto preliminare maggiormente rispondente alle proprie necessità e, contestualmente, ha permesso a giovani professionisti di partecipare concretamente ed ottenere un incarico professionale sicuro e correttamente remunerato solo sulla base della qualità della proposta progettuale.
Sulla base di questa esperienza, l’Ordine ha redatto un bando di concorso tipo, che è stato presentato alla Provincia, al fine di fornire una concreta base di discussione e di confronto con le Istituzioni.
Analogamente, l’Ordine ha partecipato nello scorso mese di gennaio, ad una riunione fra Provincia, Fondazione Inarcassa, Ordini Professionali, volta a valutare la percorribilità di attuare in provincia di Trento un’attività già posta in essere in altre Regioni Italiane, ossia la realizzazione di un concorso di progettazione pilota, con il supporto disciplinare ed economico della Fondazione; in questa occasione è stata ribadita la volontà di incentivare il più possibile questa modalità di affidamento e la piena collaborazione ad iniziative che concretamente si volgeranno in questa direzione.