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Next_step seconda edizione discipline e generazioni a confronto
Si è conclusa a fine maggio la seconda edizione del workshop di progettazione interdisciplinare next_step, organizzato da Step in collaborazione con gli Ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Dottori Agronomi e Forestali) e con l’Università di Trento.

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Fase applicativa. La realizzazione dei giardini temporanei per l’iniziativa “Fiori al centro”.

“Ri-marginare il paesaggio” è stato il tema proposto quest’anno, con l’obiettivo di indagare strumenti e metodologie progettuali per la rigenerazione del paesaggio di margine. Un tavolo di confronto con gli Ordini professionali e con gli Enti locali ha fatto emergere l’opportunità di approfondire il tema concentrando l’attività didattica in alcune aree specifiche e rappresentative del contesto territoriale ed urbano che si sviluppano attorno all’asta fluviale del torrente Fersina.
Lungo il percorso “urbano” del torrente risultano condensati una molteplicità di paesaggi frammentati, piccole isole, spesso inaccessibili la cui natura talvolta è difficilmente decifrabile. Si tratta di aree verdi, orti, brani di città tagliate dalle infrastrutture, aree fra città consolidata e periferia, il cui comune denominatore è l’affaccio, la vicinanza - vincolo o opportunità - al corso d’acqua.
Alcuni temi quali il rapporto fisico o percettivo fra la città ed il fiume, la continuità dei percorsi lungo l’argine, le connessioni trasversali, la riqualificazione fluviale, il paesaggio sociale del Fersina, sono stati analizzati ed approfonditi in modo specifico dalle competenze multidisciplinari di docenti, studenti e liberi professionisti.
Rispetto all’edizione del 2016 vi sono state alcune novità: all’interno dell’Università di Trento è stato coinvolto il Dipartimento di Lettere e Filosofia1; hanno inoltre partecipato al workshop studenti e docenti della Libera Università di Bolzano (Laurea magistrale in Environmental Management of Mountain Areas_EMMA);
Dal punto di vista didattico se da una lato si sono potute replicare alcune modalità già sperimentate nella precedente edizione2, dall’altro si è voluto dare maggiore peso all’esperienza del professionista. Oltre alle lectio magistralis dei docenti - aperte anche ad un pubblico più vasto - vi sono stati interventi in aula dei tutors mirate sui temi trattati e revisioni durante i laboratori più specifiche sul progetto; ma è stato soprattutto nella fase in cui il workshop si è spostato dalle aule di Tsm negli studi professionali che il ruolo del professionista è stato determinante nel percorso didattico.
Ogni gruppo di progettazione era inoltre composto da studenti e professionisti dei diversi Ordini, e quindi di diverse discipline, in modo da arricchire con il continuo dialogo e confronto il percorso progettuale.
Ulteriore novità rispetto alla precedente edizione è stata l’ultima fase, applicativa, “Mani nella terra”. Strategie e temi emersi a conclusione del percorso progettuale si sono potuti sperimentare in modo pratico, passando dalla teoria all’azione, realizzando due giardini temporanei nell’ambito dell’iniziativa del Comune “Fiori al centro”.

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Il workshop in aula. Revisioni e incontri fra tutors e studenti.

1. Nell’anno 2016 avevano partecipato all’interno dell’Università di Trento il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica ed il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, assieme alla Fondazione Edmund Mach.
2. Il workshop multidisciplinare next_step parte dal presupposto che per affrontare la complessità della progettazione del paesaggio sia necessario un confronto, un dialogo, fra discipline diverse.Una modalità didattica efficace nel trasmettere saperi esperti è associare al dialogo interdisciplinare il confronto intergenerazionale: studenti e professionisti collaborano alla stesura di un progetto arricchendosi vicendevolmente grazie al proprio bagaglio culturale ed esperienziale.alla stesura di un progetto arricchendosi vicendevolmente grazie al proprio bagaglio culturale ed esperienziale.