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Seconda tappa - dicembre 2014 - L'esperienza diretta della città

Trento in carrozza - 1 km in sedia a rotelle per le vie del centro cittadino.  Seduti in sedia a rotelle, mappa sulle gambe (le mani servono per spingersi!) e via: così sono partiti i partecipanti al secondo momento organizzato dal gruppo di lavoro nell’inverno del 2014 e coordinato dal collettivo Roulotte - Spazio che si muove (Arch. Chiara Dallaserra, ing. Roberta Re). Dopo una prima presentazione dell’itinerario e dell’obiettivo dell’esplorazione a cura di Roberta Re, il gruppo misto è partito: sono una trentina tra cittadini, architetti, geometri, ingegneri, giornalisti, c’è chi si spinge da solo e chi si fa aiutare, per un breve tratto sono stati accompagnati anche dal Presidente della Provincia Ugo Rossi e dagli allora presidenti degli Ordini di Architetti e Ingegneri, Alberto Winterle e Antonio Armani. 

L'esperienza diretta della città

Lungo il percorso che da via Santa Croce, attraverso piazza Fiera, il giardino S.Chiara e via Piave, ritornava alla Sala della Fondazione Kessler, sono state individuate alcune tappe principali (il Mercatino di Natale con le sue bancarelle difficili da raggiungere, il bancomat, il prato del giardino Santa Chiara, l’ingresso alla libreria e al Commissariato del Governo,...) e per ogni tappa individuata sono stati segnalati indicativamente alcuni ambiti di riflessione, a seconda delle caratteristiche fisiche dei manufatti o del disegno urbano della zona: pavimentazione, percorsi, pendenza, fruibilità, traffico che potessero aiutare nell’osservazione attenta e critica di quei dettagli che solitamente non notiamo, che tuttavia impediscono o facilitano, l’accesso agli spazi e ai servizi delle nostre città.

Nel pomeriggio si è svolto il workshop Raccontaci la tua idea di progettazione inclusiva, un momento di riflessione e un’occasione per restituire le impressioni raccolte nell’esperienza di esplorazione. Come emerso, il gesto stesso di sedersi ha richiesto un notevole sforzo, psicologico ed emotivo, più che fisico. Le barriere incontrate in città, si sono sommate ad una condizione di disagio di partenza.

Da una tavola rotonda finale moderata da Alberto Faustini con Michela dal Prà della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento, Michela Chiogna di ITEA e alcuni operatori del sociale come Mauro Tommasini (Cooperativa Sociale La Rete), Orietta Nadalini e Novella Eccel (Cooperativa Sociale CS4) e Graziella Anesi e Clara Lunardelli (Cooperativa Handicrea) è risultato ancora importante il tema dell’importanza sociale della fruibilità dello spazio pubblico anche da parte dei soggetti più deboli, aspetto che si dirama in più direzioni: a livello di scelte amministrative e urbanistiche, dapprima, e poi progettuali e organizzative. L’augurio finale è che diventi consuetudine un approccio aperto ed innovativo al problema delle barriere architettoniche e dell’adeguamento normativo, che permetta di sviluppare soluzioni flessibili, ampie e inclusive. 

L'esperienza diretta della città
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