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Report convegno “La legge provinciale di semplificazione e potenziamento della competitività e la legge sblocca cantieri”

Giovedì 18 luglio presso la Sala congressi della Federazione trentina delle cooperative si è tenuto il convegno “La legge provinciale di semplificazione e potenziamento della competitività e la legge sblocca cantieri. La nuova disciplina in materia di contratti pubblici applicabile in provincia di Trento” promosso dal Tavolo appalti della PAT con l’obiettivo di fornire una disamina delle principali novità normative in materia di contratti pubblici introdotte con l’entrata in vigore della legge provinciale 11 giugno 2019, nr. 2 “Misure di semplificazione e potenziamento della competitività” e con la legge 14 giugno 2019, n. 55 (cd. “sblocca cantieri”), limitatamente alle parti che trovano applicazione nell’ordinamento provinciale.

Il convegno può in una certa misura intendersi, se non come punto di svolta, almeno come chiaro segnale della volontà di imprimere una diversa direzione al mondo degli appalti pubblici. Al di là dei contenuti -alcuni dei quali di concreto diretto interesse per le professioni tecniche- il dato saliente è stato, a nostro avviso, la volontà di partecipazione e di condivisione delle tematiche con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nelle opere pubbliche. Promotore dell’iniziativa è infatti il Tavolo Appalti, una realtà provinciale del tutto straordinaria rispetto al quadro nazionale e, potenzialmente, uno strumento di grande efficacia, non solo nella costruzione del quadro normativo, ma anche e soprattutto, nella calibrazione di questo rispetto alla specificità della realtà locale.
La possibilità di avere un tavolo di confronto con l’Ente pubblico, nel quale le diverse categorie possono far convergere punti di forza e criticità, è un’opportunità che va intelligentemente colta, soprattutto nel momento in cui -com’è stato sottolineato- il DLgs 162/17 conferisce alla nostra Provincia non più una generica competenza primaria in materia di lavori pubblici, ma la facoltà di disporre “le procedure di aggiudicazione e i contratti pubblici, compresa la fase della loro esecuzione, relativi a lavori, servizi e forniture (omissis) (anche attraverso) interventi atti ad agevolare la partecipazione agli appalti pubblici delle piccole e medie imprese (PMI), in quanto importanti fonti di competenze imprenditoriali, d'innovazione e di occupazione”.
L’articolazione corale dell’evento ha giustamente posto l’enfasi su questa circostanza, sottolineando come i diversi soggetti -tra cui gli Ordini di Architetti ed Ingegneri- siano impegnati in una non semplice processo di mediazione tra le diverse istanze, spesso parallele, seppur talvolta confliggenti.
Alcuni elementi sono parsi di particolare interesse per i professionisti: primo fra tutti la previsione di affidare congiuntamente, sotto soglia comunitaria,  i servizi di progettazione e direzione lavori ad un unico professionista, a garanzia del rispetto delle previsioni progettuali e della coerenza intrinseca dell’opera realizzata. La possibilità, per il progettista, di dirigere l’esecuzione, o, in subordine, di intervenire in prima persona nelle eventuali varianti in corso d’opera, va nella direzione della salvaguardia dell’iter progettuale, e della compiutezza del processo nel suo complesso.
Per contro, l’ipotesi di appaltare i lavori di manutenzione straordinaria sulla base di un progetto definitivo privo di dettagli progettualizzati non può non destare qualche perplessità in merito alla qualità di quanto si va concretamente a realizzare, soprattutto in un’epoca in cui la ricerca costante e l’innovazione mal si conciliano con la tipizzazione delle soluzioni standardizzate.
Molte sono le novità introdotte dalla recente normativa, per le quali rimandiamo al link http://www.appalti.provincia.tn.it/normativa_e_strumenti/normativa_provinciale/ due però sono le riflessioni che i professionisti, al termine del Convegno sono portati a porsi.
La prima è relativa all'importo delle opere pubbliche previste per i prossimi anni. Se, come annunciato, vi sono importanti risorse disponibili per opere pubbliche, allora il tema della programmazione, prima ancora che dell’affidamento delle prestazioni o dell’esecuzione, diventa assolutamente cruciale. Un’allocazione delle risorse efficace, sulla base di una programmazione delle opere razionale ed attendibile è senza dubbio la chiave di volta per la crescita, non solo delle PMI e micro imprese, come ci chiede la norma, ma della collettività nel suo complesso.
La seconda, di carattere più generale, è sul ruolo e sulla responsabilità delle categorie professionali. Gli architetti e gli ingegneri possono intervenire in maniera efficace nel processo decisionale a condizione di impegnarsi, come categoria, a far sentire la propria voce, attraverso una condivisione più ampia da parte di tutti i soggetti. Riconoscersi come categoria, essere in grado di fare “massa critica”, è una condizione irrinunciabile per avere lo stesso peso di altre categorie economiche, più numerose, più strutturate.
In questo momento di rapido cambiamento, in cui le iniziative a favore di una condivisione dei processi di costruzione della res publica offrono occasioni di dialogo e confronto, è più che mai importante essere presenti in maniera attenta, pro attiva e propositiva, da parte di tutti gli iscritti alla nostra categoria.