Tu sei qui

Regolamento appalti per i Beni Culturali tutelati - D.M. 22 agosto 2017, n. 154

Il D.M. 22 agosto 2017, n. 154 recante "Regolamento concernente gli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42", entrato in vigore lo scorso 11 novembre, è intervenuto disciplinando nuovamente il settore dei beni culturali.
Il nuovo Decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, concertato con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, regolamenta in particolare i requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori di lavori, i livelli e i contenuti della progettazione, le attività di progettazione e di direzione lavori, i tipi di intervento per i quali è consentita l'esecuzione di lavori di somma urgenza, nonché l'esecuzione ed il collaudo dei lavori.

Regolamento appalti per i Beni Culturali tutelati - D.M. 22 agosto 2017, n. 154

Sono confermati specifici requisiti per le imprese che intendono eseguire lavori nel settore del restauro, richiedendo particolari requisiti agli esecutori di lavori pubblici, sia in riferimento al possesso di requisiti generali (art.5) che requisiti di ordine speciale: di capacità tecnica (art.7), di idoneità organizzativa (art.8) e di capacità economico finanziaria (art.9).

Per quanto attiene in particolare all’idoneità tecnica, oltre che dalla avvenuta esecuzione di lavori in ambito dei beni culturali (art.7), è richiesta la dimostrazione di una idonea Direzione Tecnica, per la quale sono imposti precisi vincoli (art.13).

Uno specifico articolo dedicato ai lavori di importo inferiore a 150.000 euro (art.12), soglia al di sotto della quale non è necessario essere in possesso dell’attestazione SOA, richiesta invece per gli appalti di importo superiore (art.4).

Nel Decreto è posta particolare attenzione anche alla progettazione, definendo i livelli e contenuti della progettazione (Titolo III), stabilendo quali documenti compongono il Progetto di fattibilità tecnica ed economica (art.15), il progetto definitivo (art.17) e il progetto esecutivo (art.18). Viene poi chiarito che la progettazione di regola deve avvenire, come in tutti gli affidamenti di lavori pubblici, sulla base del progetto esecutivo. In considerazione della specificità del settore, tuttavia, sono stabiliti i casi in cui è possibile procedere ad appaltare i lavori sulla base del solo progetto definitivo (art.14, comma 4). Ciò in particolare avviene non solo se i lavori non presentano particolari complessità realizzative (quali ad esempio la ripulitura ed altri interventi che presentano caratteristiche di semplicità e serialità), ma anche nei casi in cui sia accertato che la natura e le caratteristiche del bene, ovvero il suo stato di conservazione, siano tali da non consentire l'esecuzione di analisi e rilievi esaustivi o comunque presentino soluzioni determinabili solamente in corso d'opera.

Al fine di garantire che i lavori inerenti i beni rientranti nel patrimonio storico, artistico, architettonico ed archeologico e, appunto, in senso lato, culturale siano eseguiti da soggetti particolarmente qualificati, il decreto richiede sia per la progettazione che per la direzione lavori, che per l’esecuzione dei lavori una maggiore ed adeguata qualificazione tanto in capo ai progettisti che ai direttori tecnici, quanto in capo agli esecutori degli stessi.
Dal punto di vista della progettazione, in particolare, appare particolarmente dirompente l’art. 22 del nuovo regolamento, ai sensi del quale, nei casi in cui non sia prevista l'iscrizione a un ordine o collegio professionale, le attività di progettazione di fattibilità, definitiva ed esecutiva, possono essere espletate anche da un Restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa, ovvero, secondo la tipologia dei lavori, da altri professionisti di cui all’articolo 9-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, purché siano in possesso di specifica competenza coerente con l'intervento da attuare.

Regolamento appalti per i Beni Culturali tutelati - D.M. 22 agosto 2017, n. 154

I Restauratori vengono così coinvolti non più solamente in una fase di progettazione preliminare, laddove viene richiesta l’elaborazione della Scheda Tecnica (art.16), ma anche nelle successive fasi di progettazione, oltre che negli uffici di direzione lavori.

Regole specifiche, infatti, sono stabilite per l’ufficio di Direzione Lavori, supporto tecnico alle attività del RUP e del dirigente competente alla formazione del programma triennale, laddove viene richiesta necessariamente la presenza di un Restauratore di beni culturali, ovvero, secondo la tipologia dei lavori, di altri professionisti di cui all’articolo 9-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che siano in possesso di un’esperienza almeno quinquennale e specifiche competenze coerenti con l'intervento da attuare (art.22). Analogamente, ciò avviene anche per l’organo di collaudo (art.24).

Prima della definizione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, necessario al fine di procedere con la progettazione preliminare, è prevista una Scheda Tecnica dell’intervento (art.16) che deve essere sottoposta al Soprintendente competente, che ne approva i contenuti entro 45 giorni, aggiornando, ove necessario, il provvedimento di dichiarazione dell'interesse culturale che interessa il bene oggetto dell'intervento.
La scheda tecnica descrive le caratteristiche, le tecniche di esecuzione e lo stato di conservazione dei beni culturali su cui si interviene, nonché eventuali modifiche dovute a precedenti interventi, in modo da dare un quadro, dettagliato ed esaustivo, delle caratteristiche del bene e fornisce altresì indicazioni di massima degli interventi previsti e delle metodologie da applicare.
Tale scheda tecnica, nel caso di lavori di monitoraggio, manutenzione o restauro di beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico deve essere redatta da un Restauratore di beni culturali, qualificato ai sensi della normativa vigente. Nel caso di lavori di scavo archeologico, la scheda tecnica è redatta da un Archeologo.

Il testo integrale del Decreto ministeriale è scaricabile qui: D.M. 22 agosto 2017, n. 154

MARZIA ALBASINI:
Avvocato, Funzionario presso Associazione Artigiani e Piccole Imprese Trento
Referente Federazione Edilizia - Ufficio Appalti