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Pianificare senza espansione: il suolo e le sfide per il governo del territorio

Il governo del territorio si trova oggi di fronte a nuove sfide molto impegnative e complesse per alcuni principali ordini di questioni. Il primo tra questi è costituito dalla necessità di ridurre il consumo del suolo. La necessità di riflettere in un’ottica di limitazione del consumo di suolo nasce da una ritrovata consapevolezza dell’importanza che esso riveste. Il suolo è una risorsa non rinnovabile (i tempi di rigenerazione sono infinitamente lunghi rispetto alla vita dell’uomo), che consumiamo attraverso i più disparati progetti architettonici e urbanistici che ne comportano l’impermeabilizzazione e, inevitabilmente, un impoverimento e la successiva morte delle proprietà ecologiche. Il consumo di suolo comporta dunque molteplici danni all’ambiente e all’uomo, come ad esempio la perdita di biodiversità, la riduzione dei servizi ecosistemici, la compromissione della fertilità dei suoli (e dunque la loro produttività da un punto di vista alimentare), il rilascio di anidride carbonica in eccesso (comportando il fenomeno del surriscaldamento globale e conseguentemente delle catastrofi naturali prodotte dal cambiamento climatico) e l’inquinamento delle falde acquifere ad opera della cementificazione e dell’emissione di agenti inquinanti.

È proprio a partire dall’ottica di limitare considerevolmente il consumo di suolo che il nuovo sguardo e interesse dei progettisti di oggi si rivolge alla città, territorio fertile di nuove possibili sperimentazioni e di un possibile ripensamento e ridisegno del nostro patrimonio edilizio esistente (dalla città storica alle reti e tessuti di periferia, dai sistemi insediativi a piccola scala fino ai più ampi interventi di ridisegno delle aree metropolitane).
Il mondo della ricerca, ma anche quello istituzionale e professionale, sembrano convergere verso la centralità di alcuni temi, come ad esempio la riqualificazione urbana, il riuso degli spazi degradati e abbandonati, il recupero del patrimonio edilizio e la sua conservazione.
Parliamo di questioni fondamentali che compongono un mosaico urbano che oggigiorno si presenta sempre più diversificato a seconda del contesto di riferimento.
Progettisti e amministrazioni devono quindi confrontarsi con una società plurale, diversificata, protagonista del teatro della città. Una società sempre più dinamica, detentrice di esperienze di vita e saperi diversi spesso in confronto, attrito e conflitto, forme di espressione fondamentali nella comprensione, nell’interpretazione e nella lettura del territorio. Come le differenti attitudini dei singoli individui della società, anche i luoghi acquistano, necessariamente, identità e significati molto differenti e, talvolta, anche in forte contrasto.
Riprendendo brevemente quanto Italo Calvino racconta di Maurilia nella sua celebre opera Le città invisibili, la città di oggi è la rappresentazione, o esito, del concetto di stratificazione storica, o palinsesto, di memorie, di attitudini, di fatti e azioni umane delle tante città che è stata ieri.
Mediare tra il riconoscimento simbolico della stratificazione storica che hanno i luoghi oggi e le forme spesso dinamiche e spontanee delle forme di protagonismo sociale della società plurale, diventa dunque compito tutt’altro che banale e molto complesso. Rispetto a questo il governo del territorio si trova dunque di fronte al tema del progetto e del progettare, riflettendo da un lato sul “come operare” nelle trasformazioni, dunque su quali strumenti e metodologie, dall’altro, interrogandosi su “chi opera” nelle trasformazioni, dunque chi sono i principali portatori d’interesse, i detentori dei cosiddetti saperi esperti e, infine, coloro che custodiscono nel quotidiano quella forma del sapere che viene comunemente definito ordinario, attinente alla vita reale, ai bisogni e ai desideri. Più generalmente, ci si deve dunque porre il problema di come correlare i tradizionali strumenti di governo del territorio con le metodologie e le possibili forme di democrazia per governare i processi di trasformazione.

Sia il contesto nazionale che quello internazionale hanno occasione di offrirci esperienze molto diversificate, le quali hanno prodotto strumenti di governo e regolamenti di attuazione di forme di democrazia diretta, di capacitazione ed empowerment dei cittadini, prevedendo così nuove esperienze di coinvolgimento e di responsabilizzazione, di amministrazione condivisa, plurale e interattiva del territorio e della città.
Queste sfide, in particolare la riduzione del consumo di suolo, il recupero delle aree dismesse e i possibili nuovi strumenti di trasformazione del territorio, sono i principali temi su cui la legge di governo del territorio della Provincia autonoma di Trento (L.P. 15/2015) interviene, introducendo delle novità di grande rilievo. In particolare assume come principi guida il contenimento dell’uso del suolo, la riqualificazione edilizia e degli insediamenti, il recupero degli usi produttivi e dei valori ambientali degli spazi aperti, in un’ottica di consolidamento e miglioramento dell’attuale qualità urbana, ambientale, sociale e dunque paesaggistica del nostro territorio.
È proprio su questa linea che la tsm-step ha organizzato, nel periodo compreso tra settembre e novembre del 2016, il percorso formativo “Metodi e strumenti di governo del territorio per il contenimento dell’espansione e la riqualificazione urbana”, aperto ai professionisti e ai tecnici nei settori legati ai temi del progetto e del governo del territorio, quali l’architettura, l’ingegneria, l’agronomia e l’urbanistica.

Articolatosi in sei incontri di formazione che hanno visto il coinvolgimento di diverse figure del mondo accademico e professionale, i temi affrontati hanno posto l’accento su diverse questioni, quali ad esempio la valutazione quantitativa e qualitativa del progetto, il recupero delle aree dismesse, le forme di incentivo per la riqualificazione edilizia e l’efficienza energetica, l’importanza e il valore del suolo (e il suo consumo), le forme di partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini. Il percorso formativo si è infine concluso con una giornata di visita studio presso l’ex Alumetal di Mori, lo Smart Lab e Progetto Manifattura di Rovereto, casi che hanno permesso ai partecipanti di prendere visione e venire a conoscenza di tre diverse realtà locali: dall’area dismessa dell’ex Alumetal come artificio archeologico-industriale e importante lascito e memoria di una stagione industriale oggi superata, alla realtà di Smart Lab, manifestazione concreta dell’applicazione di un percorso di rigenerazione urbana sensibile ai temi sociali e ricreativi per i giovani, passando infine per la realtà imprenditoriale di Progetto Manifattura e il tema della riqualificazione urbana in un contesto storico e urbanistico consolidato.
Il percorso ha introdotto i partecipanti alle principali sfide a cui oggi il governo del territorio è chiamato a rispondere e che la L.P. 15/2015 ha posto come questioni cruciali per il futuro sviluppo del Trentino. Sfide che, come descritto, ci portano in conclusione a riflettere non solo sulla necessità di contenere il consumo di suolo e di orientare le progettualità su quei manufatti che oggi già esistono e che possono essere ripensati, quanto al futuro di queste stesse professioni, al loro aggiornamento nella formazione e ad una loro rifondazione.
Le domande che dobbiamo porci sono dunque le seguenti: come possiamo ri-orientare profili professionali che vivono grazie alla produzione e realizzazione di artefatti sul suolo in un’ottica di “consumo di suolo zero”? Come orientare il governo locale e gli enti territoriali, direttamente coinvolti nelle decisioni di consumo del suolo?

Come il governo del territorio può farsi promotore attivo di strumenti concreti di riqualificazione e rigenerazione urbana che riescano non solo a ricucire i differenti “brani di città”, ma che allo stesso tempo riescano a rimettere in discussione il tema centrale delle decisioni e del governo della città e della cosa pubblica, nonché della democrazia stessa, immaginando nuovi strumenti concreti per regolamentare le differenti forme di capacitazione, di collaborazione e corresponsabilizzazione attiva della società o di parti di essa?

Pianificare senza espansione: il suolo e le sfide per il governo del territorio
Stabilimento ex Alumetal
Corso “Metodi e strumenti per il governo del territorio”, intervento di Paolo Pileri

Stabilimento ex Alumetal.

Corso “Metodi e strumenti per il governo del territorio”, intervento di Paolo Pileri.