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Più Euro-pan per tutti

Anno dispari anno del concorso internazionale Europan. Mentre stiamo scrivendo questo articolo, infatti, si sta avvicinando la scadenza per la consegna della quattordicesima edizione di Europan, concorso internazionale, a cadenza biennale, che coinvolge diverse città in tutti gli stati Europei proponendo, per ogni edizione, una tematica comune.
Ma perché scrivere un articolo su un concorso che si sta concludendo ora, in assenza di esiti e di progetti vincitori? Nelle righe seguenti speriamo si possa comprenderne la ragione.

Innanzitutto cos’è Europan.

Leggiamo direttamente dal sito: Europan è una Federazione europea, formata dalle Associazioni nazionali di più di 20 paesi europei, che organizza un programma di concorsi di idee, con cadenza biennale, aperti ai giovani architetti di tutta Europa con meno di quarant’anni di età.

L’Associazione Europan nata nel maggio del 1988, a Madrid, con l’adesione di nove paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Grecia, Italia, Olanda, Repubblica Federale Tedesca, Spagna, Svizzera), deriva dall’originale sistema di concorsi sviluppato in Francia a partire dal 1971, definito “Plan d’Architecture Nouvelle” organizzato dalla struttura interministeriale PCA (Plan Construction et Architecture), che aveva l’obiettivo di offrire occasioni di confronto ai giovani architetti europei, alle Pubbliche Amministrazioni, agli operatori ed alle Istituzioni. Fin dagli albori, quindi, Europan apporta un contributo critico allo scenario contemporaneo, invitando a riflettere sulla programmazione urbana.

Oggi Europan è una procedura concorsuale coordinata dall’organizzazione omonima che riunisce in un unico organismo le Associazioni nazionali che ne condividono la missione. In più di venti anni la rete di concorsi urbani si è sviluppata in circa 20 paesi; in ciascuno le Associazioni nazionali di Europan coinvolgono rappresentanti del mondo dell’architettura, delle istituzioni pubbliche, degli operatori e del mondo della ricerca interessati alle sperimentazioni sulle future trasformazioni dei “modi di vita”.

Ecco gli obiettivi principali:

- aiutare gli Enti e gli Amministratori pubblici ad affrontare problematiche complesse difficilmente riconducibili ad altre procedure concorsuali e a dotarsi di un ventaglio di progetti di sicura qualità architettonica e urbana;
- promuovere, attraverso le reti di pubblicizzazione proprie di Europan, le politiche urbane delle Amministrazioni evidenziando problematiche, programmi e risultati ottenuti grazie agli esiti dei concorsi;
- favorire, attraverso la diffusione delle proposte premiate e l’organizzazione di momenti di dibattito inerenti le tematiche, di anno in anno rinnovate, la realizzazione di studi urbani e programmi sperimentali affidati ai giovani architetti selezionati;
- agevolare i migliori giovani professionisti under 40 europei a proporsi nel difficile mondo della professione di architetto.

Ad esempio Europan è stato trampolino di lancio per giovani professionisti italiani in Europa. Lo studio Demogo, recentemente nostro ospite alla conferenza “Buona giovane architettura è possibile”, ha realizzato il nuovo Municipio nella città belga di Gembloux proprio a seguito della vittoria del concorso Europan. Intervento che ha ottenuto, peraltro, numerosi riconoscimenti, italiani ed internazionali.

La scorsa edizione (Europan 13, La città adattabile), invece, ha visto vincitori due team italo-portoghesi, rispettivamente in Italia, a Molfetta, e in Portogallo, a Sintra, rendendo evidente come questo tipo di processo è in grado di favorire la formazione di team di architetti di diverse nazionalità europee e la diffusione, quindi, di idee nuove.

Ordine degli Architetti Trento

Questo network di progettisti, promotori pubblici/privati e organizzatori, ha permesso, ricorrendo in molti casi anche a finanziamenti europei, di passare dall’idea all’opera realizzata. Molte proposte sono state tradotte in realtà, nella loro totalità o in parte e hanno rigenerato parti di città degradate dove persisteva una situazione d’impasse politica e progettuale.

In Italia, i progetti vincitori, non sempre hanno visto la luce, se non con rocamboleschi sviluppi. Esempio emblematico il sito di Ancona per la costruzione di una casa collettiva (Europan 5).

In altri casi, tale procedura concorsuale è servita per redigere masterplan e analisi a grande scala, fondamentale supporto per il recupero di porzioni di città o di singoli fabbricati. Una riflessione preliminare, ad ampio respiro, che permette di “avvicinare” cittadini e amministrazioni pubbliche.

Se guardiamo a livello europeo il solo processo concorsuale è stato strumento utilissimo per le amministrazioni pubbliche e la conseguente programmazione della città del futuro.

L’amministrazione di Amsterdam, nell’edizione di quest’anno, ad esempio, ha utilizzato Europan per la definizione di 5 siti strategici interni alla città ed alimentare così numerosi dibattiti tra professionisti sin dalle fasi iniziali pre-concorsuali. Ciò al fine di assicurare uno sviluppo coerente della città e proiettarla verso scenari futuri sostenibili.

La strategia urbana, suggerita da questi board di professionisti accreditati a livello europeo, è sicuramente la chiave del successo di Europan e, secondo noi, rappresenta una buona pratica per la pianificazione e lo sviluppo urbano futuro: un modo per elaborare progetti guidati dallo Zeitgeist attuale.

Il tema di quest’anno e che sarà riproposto fra due anni, con Europan 15, è Città Produttive. Un titolo forse fuorviante, ma leggendo tra le righe, dei vari documenti proposti, troviamo diversi ragionamenti significativi e applicabili, forse, anche ai nostri Territori. Infatti, città produttiva è intesa come spazio dove re-inventare le prossimità pro-attive, le economie circolari, avviare nuove alternative di coproduzione e di condivisione ecologica, attuare il re-mix, strategia in grado di dare inizio ad un processo di ibridazione tra economie locali e globali, tra micro e macro e creare nuove opportunità per le interazioni sociali e lo spazio urbano.

Il coinvolgimento dei giovani architetti nel dibattito, culturale e tecnico, sulla città e sul territorio è un tema che preme, da sempre, ad AGATn. Europan è un processo che conosciamo, in molti, tra gli associati, hanno partecipato alle scorse e all’edizione corrente. Come associazione tuttavia abbiamo provato a cambiare punto di vista, dall’io del singolo professionista, al noi comunità che abita consapevolmente il territorio. Così abbiamo adottato una visione altra, più ampia, e avviato in questi mesi una riflessione per esaminare una possibile candidatura della nostra Provincia al concorso internazionale di Europan. Sicuri che tale avvento assicurerebbe al nostro territorio un valore importante, fatto di confronti, dibattiti tra cittadini e professionisti, trentini e non.

La nostra sfida sta esattamente qui.
Per noi, la candidatura ad Europan significa introdurre un processo di pianificazione e di progettazione in grado di promuovere e qualificare in modo significativo la cultura architettonica all’interno della nostra Provincia e tra noi architetti. Oltre a questo, che, ricordiamo, è uno dei punti principali dello statuto della nostra Associazione, ci piace pensare ad Europan come possibile modello per far fronte ai cambiamenti che interesseranno il territorio trentino, con l’augurio di avviare così una stagione nella quale la pratica dei concorsi di progettazione sia sempre più diffusa e diventi una consuetudine. Ciò, solo grazie ad un deciso cambio di rotta reso possibile dall’incontro tra amministratori pubblici e giovani professionisti e da una rinnovata reciproca fiducia.

Ed ecco la risposta al quesito iniziale. La qualità di Europan, secondo noi, sta proprio qui, nella sua procedura, nella sua strategia di intervento a larga scala attuata mediante una condivisione di scenari futuribili tra cittadini e tutti i possibili stakeholders coinvolti. Non resta, che crederci...

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