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Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è ente pubblico istituito con L. 1395/1923.

È governato da un Consiglio eletto dagli iscritti, che si occupa in particolare di:

  • formare e revisionare l’albo professionale;
  • formulare -a richiesta- pareri sulle controversie professionali e sulla liquidazione di onorari e spese;
  • vigilanza alla tutela dell’esercizio professionale, e alla conservazione del decoro dell’Ordine, reprimendo gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio della professione. 

Secondo la normativa vigente il Consiglio dell’Ordine è composto da 11 membri, ed elegge fra i propri componenti le cariche istituzionali. 

L’Ordine ha autonomia finanziaria, e, non essendo destinatario di alcun trasferimento di risorse pubbliche, gode di autonomia impositiva nei confronti dei propri iscritti: pertanto, al fine di sostenere le attività, il Consiglio dell’Ordine delibera l’ammontare della tassa annuale. Dovendo rispondere ai propri iscritti della gestione finanziaria, da redigersi secondo i criteri della contabilità pubblica, il Consiglio si avvale della consulenza di un professionista per la gestione contabile (alla parte istituzionale si somma la parte “commerciale”, ovvero la gestione delle attività formative contabilizzate attraverso la partita IVA dell’ente). In conformità alla vigente normativa l’assemblea degli iscritti ha nominato un revisore dei conti, che rimane in carica per la durata della consigliatura.

Gli ordini professionali trovano storicamente la loro origine nelle corporazioni medioevali. Nelle società moderne operano a tutela degli utenti e dei cittadini, con natura pubblica ed iscrizione obbligatoria nell’Europa continentale, con più marcata connotazione sindacale ed iscrizione per lo più volontaria nel mondo anglosassone.

Le professioni c.d. regolamentate -fra le quali quella di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore- sono dal legislatore riservate a chi, in possesso di idoneo titolo accademico, abbia superato l’esame statale di abilitazione alla professione: ciò in ragione dell’interesse pubblico a che tali attività possano essere svolte solamente da chi ne abbia i requisiti, al fine di tutelare i committenti, siano essi privati o pubblici, e la collettività in generale.

Le originarie funzioni degli Ordini, stabilite da una normativa che si appresta a compiere il secolo di vita, si sono via via modificate con l’evolversi della società e della normativa, spesso di derivazione comunitaria: basti pensare all’abolizione delle tariffe professionali, o all’introduzione dell’obbligo formativo permanente.

Dal 2012 le funzioni del Consiglio dell’Ordine sono state ridefinite con lo scorporo dell’attività deontologica, affidata ad un apposito Consiglio di Disciplina, costituito dallo stesso numero di componenti del Consiglio dell’Ordine.

Fonte: CNAPPC

Fonte: CNAPPC

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