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La sfida del BIM

“BIM (Bulding Information Modeling)” è un termine spesso usato e abusato ma non viene assunto per ciò che realmente è ovvero un processo e i software, non sono altro che la tecnologia che ne permette lo svolgimento.

La sfida del BIM

Nel periodo settembre-novembre 2018, si è svolto al Trento l’evento formativo “La sfida del BIM suddiviso in tre percorsi, ciascuno costituito da diversi moduli, con due appuntamenti settimanali.
Questo corso si è rivolto prevalentemente a tutti quei professionisti che negli anni hanno investito sulla formazione e sui software, che oggi ne hanno una discreta conoscenza, ma che si trovano spesso a sfruttare solo una minima parte delle potenzialità di un processo BIM, che in taluni alcuni casi, può tradursi in inefficienza. Fra le cause vi sono un utilizzo artigianale degli strumenti e la mancanza di una rete che dialoghi con lo stesso linguaggio. Con questo corso si è voluto provare a superare l’utilizzo singolo e artigianale, introducendoci ad un processo condiviso ovvero una visione dell’intero workflow BIM, con approfondimenti specifici su precise tematiche.
L’evento è stato unico nel suo genere, per gli argomenti trattati e per la sua organizzazione. È stato strutturato al fine di garantire, in ciascuna giornata, la più ampia conoscenza possibile sull’argomento trattato, consentendo al discente di costruirsi una sorta di indice sul tema, da approfondire in un secondo momento in maniera autonoma, ma con già a disposizione tanto materiale di riferimento fornito in aula.

Il percorso, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Trento, è stato in parte sponsorizzato, gratuito e aperto a tutti, in parte con quota a carico dei partecipanti per approfondimenti specifici anch’essi aperti a tutti gli interessati e in parte finanziato dal GiPro (Giovani Professionisti della Provincia di Trento) con un gruppo di partecipanti fisso.
Mentre nei sei moduli consequenziali finanziati dal GiPro, il gruppo in apprendimento era sempre lo stesso, negli altri moduli venivano approfondite tematiche specifiche non necessariamente legate le une alle altre e la partecipazione è stata aperta a tutti i professionisti interessati all’argomento. Inoltre l’interesse dimostrato per alcuni argomenti, la disponibilità degli spazi e della rete di docenti liberi professionisti, ci ha permesso di realizzare altri due moduli non previsti, andando così incontro alle richieste dei partecipanti.

In totale si sono realizzati 20 incontri dei 19 previsti, di cui 18 di 8 ore ciascuno e 2 incontri di mezza giornata.
Durante il corso si è parlato dell’importanza di una serie di documenti come il capitolato, l’offerta di gestione informativa e il piano di gestione informativa (BEP); elementi essenziali per l’avvio di un progetto in BIM che sia efficace e risponda appieno alla aspettative della committenza, che deve essere annoverata tra gli attori nella redazione dei piani citati all’interno del processo BIM.
Abbiamo anche visto come un progetto in BIM modifica totalmente la metodologia e l’approccio tradizionalmente usato per redigere un progetto; già dalla prima fase del rilievo, non è più sufficiente usare i metodi tradizionali CAD coi quali si rileva solo quello che poi si rappresenta, ma è necessaria una “nuvola di punti” per modellare un modello virtuale affinché possa essere BIM orientato.

La sfida del BIM

Con questi presupposti si è anche parlato di “uso del modello” (Model Use) di LOD e di LOI, ovvero pianificare la costruzione dei modelli in base alle esigenze. Per esempio, per il facility management non serve un LOD dettagliato per l’oggetto grafico, ma un LOI e viceversa per un definitivo, quindi il modello va realizzato in base al suo utilizzo.

Abbiamo collaudato, con una rete improvvisata, come si lavora in tanti allo stesso modello usando i Workset e sperimentato concetti come interoperabilità e condivisione, provando a parlare con un linguaggio comune.

Non si è discusso in astratto, ma trattato ogni argomento con esempi pratici; utilizzato software come Naviswork per fare le Clash detection per le verifiche delle interferenze tra le varie discipline. Abbiamo visto come si modellano le strutture, dedicato due giornate agli impianti e per finire si è dato uno sguardo a Dynamo, un software per la programmazione visuale open source che permette di comporre algoritmi personalizzati (procedure o formule per risolvere problemi) per elaborare dati e creare geometrie attraverso un’interfaccia grafica a blocchi (nodi), e che si interfaccia con software BIM orientati tipo Autodesk Revit. Infine si è parlato di infrastrutture informatiche e aspetti legali.

Si è provato a far dialogare un gruppo multi professionale intorno ad un modello virtuale; al corso GiPro hanno partecipato in numero quasi pari architetti e ingegneri oltre a qualche geometra per un totale di 19 professionisti. Sugli altri moduli il numero mutava in base agli argomenti, variando da un minimo di 9 partecipanti a oltre 20.

Abbiamo anche cercato di aiutare ciascuno a rivedere l’impianto del proprio processo per evitare di aggiungere software come accessori su impianti tradizionali, con la conseguenza di aumentarne l’inefficienza.

In qualità di docenti hanno fornito il loro prezioso contributo: Arch. Matteo Nativo, Arch. Claudio Vittori Antisari, Geometra Diego Minato, Arch. Davide Facchetti, Perito Neri Lorenzetto Bologna, Arch. Giuseppe Cavaleri e Arch. Chiara Rizzarda; tutti liberi professionisti, esperti del settore.

Come appendice di questo corso, nel mese di Febbraio si è realizzato l’evento “Il BIM: Una sfida per i progettisti e le pubbliche amministrazioni” presso la sede del consorzio dei comuni Trentini. Si è trattato di una giornata di studio ed approfondimento dedicato a professionisti, funzionari ed amministratori pubblici. Anche questa volta la finalità era divulgare una corretta informazione alle amministrazioni pubbliche e ai professionisti circa i vantaggi del BIM e degli obblighi del DM 560, attualmente in vigore; altresì di fare acquisire la consapevolezza dell’inevitabilità e della complessità del processo, dell’esigenza di avere figure professionali competenti per evitare che un approccio semplicistico porti a conteziosi rilevanti tra chi fa la domanda e chi offre il servizio.

Le tematiche principali discusse e illustrate in questa sede sono state:

  1. documenti necessari a monte di un appalto BIM, il capitolato e l’offerta di gestione informativa;
  2. aspetti legali e la proprietà intellettuale;
  3. obblighi del DM 560, l’uso dei formati di interscambio aperti e i formati nativi.

In conclusione, come sottolineato dal segretario del comune di Lavis -dott. Mariano Carlini- chiamato a raccontarci la sua esperienza con il bando della piscina comunale, è necessaria una sinergia e una piattaforma comune tra le amministrazioni e gli Ordini professionali affinché i vantaggi decantati e le opportunità che il BIM può apportare, non si tramutino in un ennesimo spreco di risorse economiche e umane.

 

La sfida del BIM