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INU - Istituto Nazionale di Urbanistica

L’INU - Istituto Nazionale di Urbanistica è stato fondato nel 1930 per promuovere la cultura della pianificazione in Italia, ha trovato dopo la guerra un nuovo assetto grazie in particolare a figure come Giovanni Astengo, Adriano Olivetti ed altri, che lo hanno portato ad essere riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica del 21 novembre 1949.
Il Trentino ha avuto la fortuna di conoscere l’INU in occasione del suo primo PUP - Piano Urbanistico Provinciale - di cui lo scorso anno ricorreva il cinquantesimo dell’approvazione, coordinato da Giuseppe Samonà.

La possibilità di agire nell’ambito dell’autonomia legislativa in materia di pianificazione ha consentito al Trentino in particolare, di poter seguire una propria strada di ricerca e di contributo a livello nazionale, grazie all’originalità della nostra pianificazione, che è stata di esempio a molte altre realtà regionali. L’attività di INU Trentino rappresenta pertanto localmente sia gli interessi e le iniziative promosse a scala nazionale proponendosi come tramite di conoscenze e attività a diversi livelli operativi, sia un supporto scientifico per la pianificazione anche a scala locale, unendo attività di divulgazione, di ricerca accademica e non, attività di supporto e di promozione al dibattito sulla pianificazione e sulla legislazione in materia, attività di sperimentazione sul campo.
La sezione Trentino collabora con l’Ordine degli Architetti nella promozione di eventi e attività di comune interesse che, nel 2017, hanno riguardato ambiti differenti.
L’occasione sopra richiamata dei cinquant’anni del “PUP ‘67”, riassunta nel programma di iniziative “PUP 50. Anticipiamo il futuro”, ha costituito la premessa per un ampio convegno svoltosi l’8 novembre al Castello del Buonconsiglio dal titolo “La pianificazione come strumento per lo sviluppo del Trentino. Dialogo sul ruolo del sapere tecnico nella costruzione del territorio”, è stato dedicato al ruolo del sapere tecnico nella costruzione delle visioni di sviluppo del territorio. Sia il PUP firmato da Giuseppe Samonà che le successive revisioni del 1987 e del 2008, infatti, hanno preso forma grazie al contributo imprescindibile di alcune figure dei professionisti che hanno lavorato per dare forma e coerenza disciplinare alle domande suggerite dalla politica e alle richieste delle comunità locali. Interventi di relatori di chiara fama, già pubblicati sulla rivista dell’Ordine e disponibili alla lettura, si sono alternati a dialoghi tra esperti del settore - sia relativi all’esperienza del PUP 67 che degli sviluppi e degli strumenti successivi - delineando uno scenario complesso e articolato che ha riconfermato la profondità e il valore di un’esperienza e delle sue conseguenze.
Il 20 ottobre, nell’ambito del progetto “A nord di Trento, a sud di Bolzano”, INU Trentino, in collaborazione con INU Alto Adige, ha organizzato presso il Monte di Mezzocorona “Il bosco. La cura dei luoghi tra equilibrio e mutamento”, un seminario itinerante inteso come occasione per apprendere i modi e le regole di utilizzo della risorsa del bosco, per leggere la composizione e la struttura della vegetazione, per cogliere l’intreccio fra Storia Naturale e Storia Umana nel passato e nel presente.
Il recente Congresso Nazionale degli Architetti ha quindi sancito la necessità di progettare non solo i sistemi chiusi, ma anche gli spazi relazionali, ribadendo il concetto che oggi più che mai gli spazi relazionali sono fondamentali per “fare comunità”, per permettere al tessuto sociale delle città di rigenerarsi. Quelle aree che spesso le città hanno trascurato pensando che la crescita della città dovesse essere solo abitativa, oggi più che mai sono preziosi e rappresentano il valore aggiunto di una comunità. E sono gli spazi alle volte ridotti, ma altre volte molto estesi in quanto abbracciano le infrastrutture comunicative o i sistemi di verde tanto per fare degli esempi, che necessitano di una pianificazione. Ovvero un progetto formato da sistemi complessi e professionalità diverse e che si relazionano e che vanno coordinati.
La sezione provinciale di INU unitamente all’Ordine degli Architetti di Trento, ha proposto infine un progetto sperimentale relativo alla revisione degli standard urbanistici all’interno della riforma urbanistica provinciale che potrà poi essere ampliato all’ambito nazionale attraverso le indicazioni della sperimentazione di pianificatori ed amministratori coordinati. Per farlo serve un processo partecipativo che parta dall’alto anziché dal basso, ma inevitabilmente deve arrivare ad essere messo in pratica in quanto ha come scopo, lo scopo stesso della pianificazione urbanistica: migliorare la qualità della vita dell’uomo all’interno del sistema complesso città e territorio.