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Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura

Che la scuola abbia diritto a un suo ambiente, a una sua architettura, a una sua concettualizzazione e finalizzazione di spazi, forme e funzioni, è un dato indubbio.
Loris Malaguzzi, 1983

Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura

I. C. Anna Frank, Sesto San Giovanni

Tra le esperienze più significative nel campo dell’educazione vi è sicuramente quella di Loris Malagauzzi: nato a Correggio nel 1920, per oltre cinquant’anni vive, ricerca, progetta e realizza esperienze concrete a Reggio Emilia. Fino alla sua morte infatti, avvenuta nel gennaio del 1994, egli continua instancabilmente a lavorare al suo progetto per i servizi per l’infanzia a Reggio Emilia, iniziato tra gli anni Sessanta e Settanta, quando in Italia si assiste a una rinnovata attenzione per le istituzioni infantili. Il boom economico con l’aumentare dell’occupazione femminile, le grandi migrazioni dalle campagne alle città e dal meridione verso le regioni settentrionali, fanno crescere la domanda di “luoghi” per i bambini. Cresce anche una maggiore consapevolezza dei diritti sociali e una domanda di presenza allo Stato che ha finora abbandonato completamente alle congregazioni religiose cattoliche l’assistenza all’infanzia. La scuola materna viene istituita con una legge del 1968 e nel 1971 si riesce ad ottenere la creazione dell’asilo nido. In questo quadro l’esperienza dei comuni dell’Emilia Romagna è particolarmente significativa, poiché precede l’intervento dello Stato con l’istituzione di scuole comunali dell’infanzia nel corso degli anni Sessanta e un impegno anche più consistente negli anni successivi.

Il sistema pedagogico di Malaguzzi viene tutt’oggi applicato e diffuso da Reggio Children s.r.l. -Centro Internazionale per la difesa e la promozione dei diritti e delle potenzialità dei bambini e delle bambine- società pubblico-privata nata nel 1994, su iniziativa di Loris Malaguzzi stesso e grazie alla forte sollecitazione di un comitato di cittadini. La società ispira le proprie ragioni e finalità ai contenuti e ai valori propri dell’esperienza educativa delle Scuole e dei Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia e opera per sperimentare, promuovere e diffondere nel mondo la filosofia educativa denominata Reggio Emilia Approach. Questa filosofia, che viene promulgata nelle Scuole e nei Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia -alla quale si ispirano scuole di tutto il mondo- si fonda su alcuni tratti distintivi: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale di tutto il personale, l’importanza dell’ambiente educativo e del coordinamento pedagogico e didattico.
Seguendo la centralità dei “cento linguaggi” di cui l’essere umano è dotato, tramite gli spazi atelier viene offerta quotidianamente ai bambini la possibilità di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino e dei bambini in gruppo.
Nel 2011 viene istituita anche la Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi con l’obiettivo di promuovere progetti di solidarietà attraverso la ricerca.

Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura

I.C. Randaccio - Tuveri - Don Milani,
Cagliari

Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura
Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura

I.C. Padre A. Gemelli,
Torino


I.C. Padre Giovanni Minozzi,
Matera


I.C. F. Crispi,
Ribera

Si può capire meglio quindi la famosa metafora dello spazio come “terzo insegnante”, usata spesso da Loris Malaguzzi, e come sia fondamentale il ruolo che l’ambiente ricopre nel sistema Reggio Children. Non si tratta solo di un ruolo di contesto, funzionale a rendere possibili determinate attività, ma di stimolare il modo in cui tali attività possono essere svolte, introducendo l’idea di “spazio educativo” appropriato. Anche per questo una delle caratteristiche più interessanti degli asili di Reggio è l’ambiente fisico e l’uso dello spazio, della luce e del colore. Non tutti gli asili di Reggio sono stati costruiti con questo scopo -molti sono situati in edifici attentamente ristrutturati- ma tutti sono concepiti per massimizzare il potenziale di spazio e luce per essere flessibili e adattabili nell’uso. Gli edifici forniscono spazi per i bambini che sono allo stesso tempo funzionali, personali e accoglienti. Vengono creati dispositivi che mettono in grado i bambini di sviluppare le loro abilità creative e la loro curiosità attraverso l’esplorazione e la ricerca, da soli o con gli altri.
Le classi sono disposte attorno a una “piazza” centrale -uno spazio aperto e luminoso posto al centro della scuola- un posto per incontri, riunioni, gioco e performance. Ogni scuola ha un atelier, l’area per le ricerche e le scoperte dove i bambini lavorano su progetti estesi, sviluppando le loro teorie e abilità di ricerca. La sala mensa è al centro della scuola e l’area cucina è visibile in ogni momento, riflettendo con questo l’importanza attribuita alla preparazione e condivisione dei pasti.

È molto indicativo di come la relazione simbiotica che esiste tra l’architettura e la pedagogia e filosofia dell’approccio Reggio, nel momento del bisogno di un nuovo spazio, sia sfociata naturalmente in un concorso. Nell’estate del 2012 infatti, viene indetto dalla Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi, un concorso internazionale ad inviti per realizzare il completamento del progetto culturale della scuola dell’infanzia e primaria al Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Al concorso vengono invitati sette studi internazionali: Ecosistema Urbano, 70°N arkitektur, Francesco Librizzi Studio, Giancarlo Mazzanti, Carlo Ratti Associati, Raumlabor, ZPZ Partners. Il progetto scelto dalla giuria per l’elaborazione del progetto definitivo è quello dello studio spagnolo Ecosistema Urbano.

Nel 2015 inoltre, la Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi e Enel Cuore Onlus danno avvio al progetto Fare Scuola con l’obiettivo di intervenire in 60 scuole dell’infanzia e primarie nel territorio nazionale nell’arco di 3 anni, per migliorare la qualità degli ambienti scolastici.
I possibili interventi mirano a qualificare l’ambiente scolastico proponendo nuove e differenti qualità sensoriali mediante lo studio del colore, dell’illuminazione, dell’arredo, di proposte di comunicazione. Ogni progetto oltretutto è occasione di esperienze di cittadinanza attiva nei territori: il percorso progettuale prevede infatti la partecipazione delle comunità interessate, anche grazie ad incontri di condivisione con i genitori.

Oltretutto all’ultimo Congresso nazionale degli architetti, svoltosi a Roma, la Preseidente della Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi Carla Rinaldi, è salita sul palco per presentare un’azione di co-progettazione territoriale ideata in collaborazione con il CNA e denominata“Abitare il Paese”: un tentativo di generare una cultura della domanda di architettura partendo dagli Istituti Comprensivi arrivando fino agli Istituti Superiori coinvolgendo gli Ordini Provinciali.
Tutto questo perché, come spiega bene Giuseppe Cappochin, Presidente del consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori: “Serve che l’architettura entri nelle scuole per generare una cultura della domanda di questa disciplina, per ridurre l’assuefazione all’ordinarietà di una edilizia mediocre e superare definitivamente lo stereotipo secondo il quale all’architetto ci si debba rivolgere solo quando si voglia ottenere l’effetto stupefacente di una costruzione ardita o una sequenza armonica di grigi nel design di un interno all’ultima moda”.

Il terzo insegnante: Reggio Children e la formazione all’architettura

Studio Ecosistema Urbano,
progetto vincitore concorso
“Una scuola come comunità”

RAFFAELE CETTO:
(1978) si laurea allo IUAV nel 2007 con Bernardo Secchi e Guido Guidi. Dopo la laurea ha lavorato con studi italiani e internazionali (studio Glass, Palerm&Tabares de Nava) e ha svolto attività di cantiere nell'ambito dei progetti di cooperazione e sviluppo promossi in Benin da AtoutAfricanArch.it. Ha fatto parte di studioXarchitettura e, dal 2016, è titolare di uno studio di architettura a Levico Terme. Alcune sue opere e progetti di concorso -soprattutto relativi a spazi pubblici e riqualificazioni urbane- hanno ottenuto premi e riconoscimenti. Collabora all'attività didattica nei laboratori di Urbanistica all'Università degli studi di Trento. È consigliere dell'Ordine degli Architetti di Trento e componente del tavolo Giovani Professionisti.