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Il CNAPPC alla Biennale di Venezia e alla Design Week di Milano

Tra l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 si sono tenuti due importanti iniziative organizzate dal CNAPPC nell’ambito di altrettanti eventi di rilevanza internazionale che costituiscono appuntamenti significativi per la nostra professione.

Il CNAPPC alla Biennale di Venezia e alla Design Week di Milano

Festa dell'architetto

Il 16 novembre scorso una delegazione trentina ha preso parte alla sesta edizione della Festa dell’Architetto, tenutasi quest’anno a Cà Giustinian a Venezia, sede della Biennale.

La Festa, evento istituito dal CNAPPC nel 2013 in occasione del novantesimo anniversario della fondazione dell'Ordine professionale degli Architetti (24 giugno 1923 - 24 giugno 2013), ha per obiettivo celebrare, a livello nazionale e locale, l'architettura e i suoi protagonisti come elementi centrali di un processo capace di valorizzare la qualità del progetto nella sua più elevata dimensione civile e culturale, promuovendo, al contempo, la professionalità dell’architetto italiano.

Ospiti d’eccezione dell’appuntamento di quest’anno sono stati il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta, il filosofo dell’estetica Raffaele Milani e l’architetto Dominique Perrault.

Tre momenti hanno scandito l’evento: la tavola rotonda “Una comunità per l’Architettura”; l’assegnazione del “Premio Architetto Italiano” e del “Premio Giovane Talento dell'architettura italiana” e la lectio magistralis di Dominique Perrault “Groundscapes”.

La festa è stata l’occasione per riprendere alcuni temi introdotti durante il recente Congresso Nazionale “Abitare il Paese: Città e territori del futuro prossimo”, focalizzando l’attenzione -in particolare- su quelle sinergie necessarie ad alimentare una visione olistica su architettura, territori e città che non può che muovere dallo stimolare una nuova domanda di architettura, intesa come richiesta di cultura, qualità, trasparenza e legalità finalizzata ad “abitare il Paese” in senso ampio, positivo e consapevole.

In tal senso va letta l’intelligente ambivalenza del titolo della tavola rotonda: è stato messo a fuoco come sia necessario prima di tutto “riconoscerci” come comunità professionale per riuscire a nostra volta a scatenare una reazione tra comunità degli architetti e comunità civile (di cui facciamo comunque parte).

Si è sottolineata la necessità di aprire una discussione sull’importanza del progetto degli spazi pubblici come luoghi deputati allo sviluppo di quel sistema di relazioni positive per la costruzione di una società e di una città coesa e per confermare la qualità progettuale degli architetti Italiani che attraverso il loro lavoro hanno la capacità di determinare qualunque rapporto urbano, sociale e civile tra persone.

Questa interscalarità attraverso cui il tema e gli obiettivi posti sono stati declinati è stata alla base delle assegnazioni dei premi, consultabili al link http://www.awn.it/attivita/concorsi-e-premi-cnappc/premi-festa-dell-architetto) tra i quali segnaliamo la menzione d’onore per le “Opere di Design” -categoria inserita per la prima volta tra quelle del Premio- attribuita per il progetto “Archetipo” a ARIS Architects (Bergamo/Tunisi) -di cui fa parte la nostra iscritta Francesca Zalla (Cles, 1985).

Il CNAPPC alla Biennale di Venezia e alla Design Week di Milano

Progetto vincitore Premio Architetto Italiano_MAP Studio
Pensilina tram in piazzale Roma a Venezia
Foto: Alessandra Bello

Stimolante, la lectio di Dominique Perrault “Groundscapes” ha proposto un punto di vista originale sulla questione del rapporto tra spazio pubblico, progetto di suolo e qualità urbana ricordando che lo strato delle nostre città che quotidianamente calpestiamo è in realtà uno spessore. In questo spessore, secondo Perrault, si nasconde un universo di possibilità, di luoghi inediti. La progettazione di ciò che riguarda lo spazio pubblico e che sta tra il cielo e la terra - e soprattutto sotto la quota zero - sembra sempre più sfuggire al controllo progettuale degli architetti venendo definito prevalentemente da questioni tecniche, tecnologiche o, ancor più preoccupante, di controllo informatico da remoto. L’architetto francese ha rimarcato la necessità di riappropriarci, come architetti, del controllo progettuale di questi ambiti e, attraverso la presentazione di alcuni suoi progetti, ha esposto la sua originale visione che esplora le potenzialità del sottosuolo come alternativa all’aumento della densità delle città, dotato di inerzia termica naturale, possibile di soluzione a molte problematiche urbane e architettoniche che talvolta implicano la modificazione del paesaggio urbano esistente. “Non si tratta di vivere sottoterra, ma di inserire i nostri luoghi di vita nella loro terra, in questa epidermide del suolo, nel suo strato superficiale, restando aperti verso il cielo”.

Per la prima volta invece il CNAPPC è stato presente al Fuorisalone Milano organizzato durante la Design Week con l’allestimento “Abitare il Paese: Open Nests” presso i cortili dell’Università Statale che nuovamente ha ripreso i temi dell’ultimo Congresso declinandoli rispetto a due parole chiave: connessione, “come sintesi, fisica e concettuale delle relazioni che il Cnappc costruisce per sensibilizzare sullo stretto rapporto tra la qualità progettuale e quella finale dell’ambiente in cui viviamo”, e condivisione, portando come “riferimento iconico il tavolo da lavoro dell’architetto, spazio di incontro e di elaborazione di idee”.

Intenso il programma di appuntamenti che giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 aprile si sono succeduti nell’Aula magna della stessa Università e che hanno visto succedersi premiazioni (presentazione e premiazione del premio Ri.Uso), eventi legati all’attuazione del manifesto presentato al Congresso, la Conferenza nazionale degli Ordini degli Architetti, la lectio magistralis di Guido Canali che con la professionalità e la pacatezza che lo contraddistinguono ha presentato al pubblico la sua opera mostrando come temi complessi legati al recupero di manufatti complessi, all’industria, alla produzione e al lavoro -oltre che all’esposizione di opere variegate e disomogenee- possano costituire rilevanti occasioni di architettura.

“Italia un paese a tempo - cicli di investimento, obsolescenza, innovazione, criticità naturali per una nuova, urgente politica territoriale” è stato il tema che ha caratterizzato la giornata di sabato in cui è stata evidenziata la necessità di una sinergica politica per il territorio e delle modalità attraverso cui attuarla valorizzando il ruolo che l’architetto può avervi. In questa occasione è stato presentato il bando di concorso per la riqualificazione della Val Polcevera a Genova in cui insiste il Ponte Morandi, esito di una programmazione condivisa tra gli enti pubblici e il CNAPPC.

Segnaliamo anche che presso l’Università Statale era allestita l’installazione “La Foresta dei Violini”, progettata da Piuarch e concepita per omaggiare la Foresta di Paneveggio in Val di Fiemme, colpita dall’ondata di maltempo dello scorso ottobre, inserendosi nella tematica di discussione centrale dell’edizione di quest’anno (Human Spaces) con focus sull'ambiente.

Il CNAPPC alla Biennale di Venezia e alla Design Week di Milano
Il CNAPPC alla Biennale di Venezia e alla Design Week di Milano
Vista panoramica del territorio della Destra Adige da Vallunga (Rovereto)

Migliore e Servetto, Allestimento "Abitare il paese Open Nests"


Groundscapes_D. Perrault, Ewha Womens University_Seoul


Piuarch_Allestimento Foresta dei violini