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Evento Architetti in dialogo, all’interno della mostra Almanacco 70, 2 marzo 2017

Trascrizione dell’intervento di Mauro Cappelletti

“In questo contesto mi sembra importante sottolineare il rapporto che esiste tra le presenze artistiche e quelle architettoniche. Per far questo riprendo tre concetti usati anche dall’arch. Salvotti nel suo intervento: tecnica, architettura e scienza. Anche le opere pittoriche, come quelle architettoniche, risultano essere l’applicazione di una tecnica, potremmo dire che rappresentano un’architettura del colore e si sviluppano secondo una scienza, quella del colore appunto.

Ordine degli Architetti Trento - Evento Architetti in dialogo, all’interno della mostra Almanacco 70, 2 marzo 2017

Referenze fotografiche
© Mart - Archivio Fotografico e Mediateca
Jacopo Salvi
Foto della mostra Almanacco 70

L’opera di Aldo Schmid, esposta qui alle mie spalle, che penso possa essere considerata come la sintesi della sua ricerca, rappresenta un percorso ideale tra le coppie dei colori complementari rosso-verde, arancio-blu, giallo-viola, colori presenti negli anni ‘60-’70 anche in varie architetture dell’ing. Perini e dell’arch. Salvotti.

Possiamo leggere l’opera anche in termini storici come un evidente riferimento alla teoria del colore di Itten (pietra miliare nella storia del colore) che aveva tracciato idealmente la collocazione dei colori stabilendo i loro rapporti su una circolare cromatica. 

Un altro importante denominatore comune tra queste presenze artistiche e le opere di architettura è lo spazio, infatti come per lo spazio architettonico anche quello pittorico viene sviluppato secondo un pensiero e criterio compositivo.

Questi sono gli elementi fondamentali che relazionano le due tipologie di esperienza e che possiamo ravvisare in tutte le presenze artistiche che trovate alle pareti, pur nel rispetto delle specificità che caratterizzano la poetica di ogni artista.”