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Bilancio sociale Consigliatura anno 2016

È necessario operare per mettere in luce le potenzialità dell’architettura, ma anche creare condizioni che permettano agli architetti di dare risposte particolarmente qualificate, rispondenti alle esigenze dell’ambiente e dei cittadini.

La figura dell’architetto, riconosciuta in passato con un importante intrinseco ruolo sociale e culturale sembra ora svilita, ridotta spesso ad applicatore di tecnica o a compilatore di burocrazia; i progetti si comprano online a basso costo, le amministrazioni appaiono virtuose se sanno ottenere il massimo ribasso, il low-cost impera. Pare a volte che la professionalità possa essere sostituita da un portatore di idee, che non serva più. Eppure il vivere è nei luoghi e se i luoghi non hanno qualità e bellezza, generano identità svilite.

L’Ordine degli architetti non è una corporazione, ha un ruolo di responsabilità sociale derivato dalla professione stessa che incide sostanzialmente sui territori e sulla cultura. È necessario operare per mettere in luce le potenzialità dell’architettura, ma anche creare condizioni che permettano agli architetti di dare risposte particolarmente qualificate, rispondenti alle esigenze dell’ambiente e dei cittadini prima ancora che dei meri committenti.

È in quest’ottica che il Consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento ritiene opportuno realizzare un bilancio sociale annuale per comunicare in maniera diretta e trasparente le proprie attività, istituzionali e non, come strumento di rendicontazione, impegno e verifica.

Ci si rivolge innanzitutto agli iscritti per dare l’opportunità di conoscere e valutare verso quali direzioni l’agire dell’Ordine abbia cercato di creare migliori condizioni per un fattivo lavoro, crescita culturale e riconoscimento.

Ci si rivolge all’esterno, alla realtà territoriale alla quale apparteniamo, nella convinzione di poter essere co-attori nelle trasformazioni economiche, sociali e culturali della comunità. Un valore essenziale dell’architettura e dell’urbanistica, del paesaggio e della conservazione sta proprio nel poter incidere sulla qualità stessa della vita.

Ci si rivolge anche a chi più attivamente lavora all’interno dell’Ordine di Trento, a noi Consiglieri stessi e collaboratori, perché possa rappresentare un termine di paragone rispetto agli obbiettivi che ci si era prefissati, un misuratore del percorso che, pur distribuito in un maggiore arco temporale, non si deve perdere di vista.

Per la nostra Istituzione il Bilancio Sociale non è un obbligo, ma una scelta volontaria con la quale l’Ordine intende dotarsi di uno strumento per dar conto del proprio agire ai suoi portatori di interesse.

Gli obiettivi delle azioni intraprese sono illustrati nel lavoro svolto dalle commissioni e gruppi di lavoro, dalle collaborazioni e sinergie con altri parterns. Una impegnativa opera di coinvolgimento, stimolo, continua verifica ne è alla base. Le tematiche che impegnano un Consiglio vanno dalla banale gestione dell’ordinario come la tenuta del movimento iscritti o le attuazioni di bilancio, al concretizzare obiettivi di ampio respiro.

Vorremmo sintetizzare tali obiettivi in alcuni punti programmatici:

  • Promozione dell’immagine dell’architetto e la divulgazione ad un pubblico non specialistico della cultura architettonica. Tale obbiettivo viene perseguito su due linee di azione parallele, l’una di valenza culturale attraverso l’organizzazione di conferenze pubbliche, seminari, mostre, per uscire dalla cerchia di noi stessi “raccontando” come la buona architettura sia fondamentale per la qualità della vita dei cittadini e nella costruzione del paesaggio urbano e territoriale; la seconda con caratteristiche più politiche per ribadire la centralità della progettazione come previsto dalle norme europee e promuovere, oltre a gare correttamente condotte, il concorso di progettazione come una modalità di incarico con le necessarie garanzie per i partecipanti. Su questi temi si sta svolgendo un’attività di confronto positivo e concreto con Enti pubblici e privati.
  • Tutela della professione. Negli attuali tempi di risaputa crisi economica, di mancanza di risorse, l’imperativo dominante riguarda lo “spendere”. La valutazione economica è prioritaria. La mentalità dello “spendere meno” deve tradursi in “spendere meglio”, il massimo ribasso in offerta economicamente più vantaggiosa. È in atto da parte del Consiglio un monitoraggio e una continua attenzione a forme di tutela rispetto a tipi di incarico non adeguati alla necessaria professionalità. Nell’ottica dello “spendere meglio” la figura dell’architetto calza perfettamente anche riguardo all’altra parola chiave dell’oggi: “riuso e riqualificazione”. È un’occasione da non perdere il sottolineare come la nostra figura professionale sappia trattare temi energetici e tecnici congiuntamente ad un’attenzione all’estetica ed alla componente culturale che ne costituiscono un valore aggiunto, un apporto globale al miglior vivere che va oltre il mero comfort abitativo.
  • Attenzione alle trasformazioni urbanistiche del territorio. Il Trentino ha visto recentemente l’uscita della nuova legge per il governo del territorio n°15/2015 e ora la stesura del nuovo regolamento urbanistico edilizio provinciale. Il nostro Ordine ha partecipato regolarmente al tavolo tecnico convocato dall’Assessorato provinciale all’urbanistica con un fattivo apporto di osservazioni e proposte. Questa è stata l’occasione per chiedere nuovamente una forte semplificazione delle procedure, ma anche una importante innovazione metodologica del sistema delle regole per poter rispondere con efficacia alle sfide dell’architettura e dell’urbanistica.
  • Servizi agli iscritti sulle varie tematiche della professione. Il lavoro dell’architetto diventa man mano più complesso in un contesto in costante cambiamento. L’indagine svolta su come si viva la nostra realtà lavorativa rappresenta un buon indicatore per la conoscenza del reale tessuto professionale trentino e regionale, per poi di conseguenza poter mirare ad azioni di supporto.
    Una maggiore professionalizzazione e innovazione è il primo degli elementi necessari per rimanere sul mercato; è un problema tutto italiano quello della dimensione stessa degli studi, dove l’aggregazione non è prassi comune e dove la competizione prevale sulla collaborazione. Un allargamento di orizzonti è necessario, guardare all’internazionalizzazione, a necessarie nuove formule di progettazione è urgente. Il nostro sforzo è di dare stimoli e occasioni per stare al passo con l’evolvere della professione.
    L’architetto d’altronde deve sempre più qualificarsi ed aggiornarsi. Possibilità di crescita, e non mera imposizione di legge, può essere l’obbligo deontologico della formazione, occasione per far acquisire competenze utili ad ampliare il proprio bagaglio di competenze, orientato a creare un nuovo mercato professionale. L’offerta deve essere ampia e qualificata, ma possibilmente non dispersiva, per questo si è scommesso sulla nuova formula di un convegno regionale organizzato alternativamente dall’Ordine di Bolzano e Trento nelle rispettive province, concentrato in pochi giorni con un largo raggio di scelta di argomenti.
  • Coinvolgimento degli iscritti e scambio di esperienze. Le relazioni sono essenziali. Il coinvolgimento in gruppo di interesse, dopo l’iniziale entusiasmo, normalmente scema in un impegno molto limitato. I colleghi che partecipano attivamente dando il proprio apporto non sono molti, è innegabile come la categoria sia in parte disinteressata alla vita dell’Ordine. Ciononostante far crescere la consapevolezza che il lavorare insieme possa essere una reciproca ricchezza è indispensabile.
    Le occasioni di incontro, dagli aperitivi dove si tratta di architettura, al convegno regionale per la formazione, agli eventi culturali o formativi non mancano; le nuove frontiere dei Network possono essere veicolo di scambio da sfruttare, la sede stessa dovrebbe essere frequentata come casa degli architetti dove ci si può ritrovare per lavorare pariteticamente e dibattere liberamente. La possibilità di una nuova sede inserita nel centro Ex Santa Chiara, che sembra concretizzarsi, potrà rendere effettivo negli spazi il rapporto con la città e gli iscritti.
  • Dialogo con tutti gli attori dello scenario professionale. Il Consiglio dell’Ordine ha avviato un fattivo dialogo con i diversi attori che operano sul territorio della provincia di Trento al fine di promuovere i temi legati ad una buona architettura, urbanistica, paesaggio, conservazione del patrimonio culturale. Parimenti i legami con il nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti PPC si stanno rafforzando nella possibilità di trattare a livello nazionale problematiche che normalmente investono tutti gli architetti italiani. Sta prendendo efficacia anche la collaborazione con gli Ordini provinciali vicini.

 

Un bilancio valuta i risultati, ha un attivo e un passivo ed un bilancio sociale è un piano di sfida giocato sugli obbiettivi. L’esposizione delle principali attività ha lo scopo di dare un quadro delle azioni in campo, ma dobbiamo guardare avanti per colmare le mancanze e rettificare là dove c’è carenza o operare non mirato o insufficiente. Non devono nascondersi gli aspetti critici per poter fissare i programmi futuri, per questo chiediamo principalmente a voi colleghi di darci dei feedback continui. Nei prossimi anni molti sono ancora gli obbiettivi da perseguire: certo continuare il lavoro iniziato per la tutela della professione, ma anche nuovi servizi come potrebbe essere un primo sostegno di consulenza legale, la ricerca di occasioni di lavoro attraverso lo studio delle possibilità nell’internazionalizzazione, la promozione dei giovani professionisti e delle pari opportunità.

Se l’oggi è focalizzato nell’immagine dell’architetto riportata nell’analisi iniziale di questo testo, il contributo di tutti risulta fondamentale perché il domani si trasformi in quanto già contenuto nel documento di Stategia europa 2020 che considera i liberi professionisti motore dell’economia alla stregua di altre attività di impresa e riconosce la prestazione intellettuale come una risorsa a favore della crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.