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Dialogo

La serata di giovedì 22 febbraio ha visto un dialogo con i progettisti selezionati dal Premio (assente solo Cecchetto). Si è discusso dei rapporti con la committenza, cogliendo quanto sia fondamentale da parte dell’architetto saper “guidare” il processo progettuale, conducendo quasi per mano i suoi interlocutori.

Dialogo

Fotografie Paolo Sandri

Un’operazione in taluni casi facilitata dalla sensibilità dimostrata da certi soggetti pubblici terzi (in particolare, Soprintendenza e Commissione tutela del Paesaggio), e in altri casi più complicata se in presenza di piccole amministrazioni o privati, poco avvezzi al tema della qualità del costruire. “Tenere la barra dritta” significa non scendere a compromessi su alcuni passaggi fondamentali, e invece saper negoziare o anche “mollare la presa” su altri.
Si è poi discusso del rapporto con la memoria, con il paesaggio, tra riferimenti colti e similitudini casuali: un approccio imprescindibile, soprattutto quando ci si misura con la realtà rurale del territorio “minore”. Di qui due questioni problematiche. Da un lato, la quasi totale assenza del tema, seppur cruciale, del progetto della residenza nel capoluogo di provincia. Dall’altra, la necessità di una riflessione sistemica sulla pianificazione territoriale, legata ad ormai imprescindibili interrogativi etici, sull’opportunità del costruire ex novo nel paesaggio, in base agli “imperativi” della produzione (seppur agricola). Il tema, in Trentino, è caldo...
L’informalità del confronto ha permesso l’emergere d’interessanti posizioni, con una vivace partecipazione da parte di numerosi professionisti.

Dialogo

Fotografie Paolo Sandri