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D. Lgs. 50/2016, Codice dei contratti pubblici: spunti positivi

Il contratto stipulato tra la committenza e l’impresa rappresenta il principale documento in grado di regolare il processo di appalto e le relazioni tra i soggetti partecipanti. Il contratto contiene clausole che regolano le relazioni tra i contraenti e che supportano la gestione di imprevisti tramite la definizione di margini economici e temporali al fine di garantire la snellezza dell’intero processo.

Le relazioni tra i partecipanti basate su continui e attendibili attività di comunicazione e di confronto tra le parti sono garanzia di una efficiente esecuzione del contratto; tuttavia, tali atteggiamenti sono difficili da mantenere internamente al settore delle costruzioni, connotato da discipline eterogenee, in cui spesso la divergenza e l’incompletezza delle comunicazioni provocano asimmetria informativa e conflitti tra le parti.
Dinnanzi a queste criticità, l’attuale Codice dei contratti pubblici adottato con D. Lgs. 50/2016 si compone di articoli che considerano per le principali fasi di esecuzione del contratto -progettazione, affidamento ed esecuzione- le problematiche di asimmetria informativa, il perseguimento snello delle attività e l’applicazione di metodologie digitali. L’odierno decreto si mostra pertanto utile come fondamento per una valida pianificazione e gestione delle attività, al fine di creare e mantenere l’interazione e la collaborazione tra i partecipanti fin dall’inizio del processo. Le prescrizioni relative alla valutazione dell’offerta, alle procedure di affidamento e alla progressiva adozione di metodi digitali per lo sviluppo del progetto, unitamente al personale sforzo dei professionisti, permettono di perseguire un processo costruttivo esauriente e snello fondato sulla collaborazione tra i soggetti e, dunque, sulla condivisione di ogni informazione relativa al progetto.
La parte iniziale del D. Lgs. 50/2016 definisce i principali obiettivi e modalità di sviluppo di ciascun livello di approfondimento della progettazione, allineando i livelli progettuali con l’impiego di metodi digitali, quali il Building Information Modeling (BIM). Un tale sviluppo favorisce e sprona da una parte la committenza a formarsi digitalmente e a richiedere l’utilizzo dei nuovi approcci, dall’altra i team di progettazione a farsi trovare preparati in merito all’adozione di tali metodi.
Grazie alla creazione e all’evoluzione di un database digitale relativo all’opera, le tipiche forme di asimmetria informativa riscontrabili nelle relazioni tra la committenza e i progettisti e tra i progettisti stessi sono interdette, poiché il perseguimento di tale nuovo approccio impone e gestisce un flusso informativo trasparente tra i soggetti. La comunicazione veritiera che sta alla base del processo garantisce il simultaneo perseguimento dei principi di snellezza, poiché la presenza di un adeguato ed esaustivo flusso informativo tra i partecipanti elude la presenza di difetti nei livelli di progettazione. Di conseguenza, si evita quindi la nascita di scontri che per essere risolti richiedono l’impiego di tempo e di denaro, in quanto tendenzialmente i progettisti si ritrovano a dover rielaborare i documenti fino a quel momento redatti.
Si consideri il progetto di fattibilità, che deve essere corredato di tutti i presupposti e caratteristiche che soddisfano le richieste della committenza. I team di progettazione devono comprendere in modo esaustivo il quadro esigenziale e quindi indagare e lavorare insieme al fine di individuare la soluzione che integri in modo idoneo tutte le discipline rispettando i contenuti del bando. Nel caso in cui tale attività sia supportata e sviluppata mediante modello informativo condiviso, l’unione e l’integrazione dei vari contributi proposti dai professionisti appartenenti alle diverse discipline mostrano in tempo reale le incompatibilità e le interferenze tra le idee delineate da ciascun partecipante.
Allo stesso modo, la redazione del progetto definitivo, che deve definire in modo compiuto i lavori da realizzare nel rispetto delle volontà della committenza e di quanto previsto nel progetto di fattibilità, permette mediante approccio digitale una migliore integrazione delle discipline associate, la comunicazione immediata delle modifiche apportate da ciascun team e l’assenza di difetti, inibendo la conseguente nascita di contrasti. Alcune applicazioni BIM sono utili per garantire corrette integrazione e coesistenza dei progetti appartenenti a differenti ambiti, per verificare il rispetto dei vincoli normativi e per presentare una stima economica di riferimento per la realizzazione dell’opera.
Infine, lo sviluppo del progetto esecutivo, tendenzialmente posto a base di gara e pertanto comprendente tutti i dettagli funzionali, tecnologici, economici e temporali relativi all’opera, tramite modello informativo consente di identificare ogni singolo elemento per forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo, nel rispetto del LOD -livello di completezza a cui deve essere sviluppato il modello in termini di impostazione grafica e di informazioni associate ad ogni elemento- definito a monte del processo per questa fase. In aggiunta, il modello informativo può essere sviluppato nelle dimensioni 4D e 5D per pianificare temporalmente il processo e ricavare tutte le quantità al fine di definire il budget economico.
Come per la fase di progettazione, la trasparenza del processo è definita anche per le modalità di scelta dell’offerente, per le quali il legislatore mostra la volontà di eliminare qualsiasi ambiguità e incertezza in merito ai criteri e alle motivazioni che hanno condotto alla selezione di un determinato contraente piuttosto che un altro. Un tale ambiente si concretizza nel momento in cui le offerte presentate dai soggetti concorrenti sono tra esse confrontabili sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Affinché ciò accada, è necessario che gli elaborati progettuali posti a base di gara siano completi e comprensibili e permettano agli operatori economici di redigere documenti rispondenti alle richieste della committenza.
Il momento di valutazione dell’offerta diviene così trasparente ed equamente competitivo come richiesto dal D. Lgs. 50/2016, il divario tra le offerte è contenuto e risulta quindi possibile creare oggettive classificazioni basate su confronti governati dai criteri di aggiudicazione predeterminati per la gara.
Nonostante l’importanza dei principi di trasparenza e legittimità come fondamento della gara d’appalto ed in particolare delle procedure di scelta, di frequente la stazione appaltante ha il compito di scegliere imprese e fornitori senza possedere la certezza assoluta in merito alla veridicità e completezza delle informazioni esibite e basandosi su offerte che spesso sono insufficienti ed incoerenti tra loro. L’attuale decreto disciplina come principale criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV), basato non più sul solo prezzo, ma sul rapporto qualità/prezzo.
Secondo OEPV, l’offerta è valutata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo: ciò permette di tenere in considerazione con maggior rilievo offerte che riflettono la varietà delle soluzioni tecniche, funzionali ed architettoniche, tra cui quelle definite sulla base della prestazione del ciclo di vita e della sostenibilità del processo di costruzione, dei relativi servizi e forniture, non focalizzandosi così sul solo aspetto economico come avviene mediante il criterio del minor prezzo.
Suddetto metodo mira a promuovere il rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento delle imprese, tendendo all’allontanamento delle stesse dall’offrire elevati ribassi d’asta al fine di aggiudicarsi la gara. La possibilità di valutare molteplici soluzioni e le modalità di gestione delle forniture e delle attività di costruzioni offerte dall’impresa permettono alla committenza di comprendere e valutare il livello di bontà organizzativa della catena di lavoro che l’impresa intende realizzare.
In ultimo, per garantire una virtuosa fase di esecuzione dell’opera, il D. Lgs. 50/2016 disciplina sia il subappalto sia l’attività di controllo dei lavori.
La presenza di asimmetrie informative tra la stazione appaltante e l’operatore economico durante l’esecuzione dei lavori mette a rischio la qualità finale dell’opera ed il rispetto dei target economici e di tempo, con inevitabile formazione di sprechi durante lo svolgimento delle attività. Già prima dell’inizio dei lavori risulta quindi necessario gestire l’asimmetria informativa tra la stazione appaltante e l’appaltatore per assicurare la prima relativamente alla qualità ed alla affidabilità delle imprese che andranno a realizzare le varie parti dell’opera. Allo stesso modo durante l’esecuzione dei lavori è necessario definire e prevedere ruoli e mansioni finalizzate al sopralluogo ed al controllo dell’integrità delle attività dei subappaltatori, sia dal punto di vista tecnico che di sicurezza.
In conclusione, si comprende che il D. Lgs. 50/2016 mostra un complessivo atteggiamento costruttivo nei confronti di tematiche quali la condivisione delle informazioni tra i partecipanti, lo sviluppo snello delle fasi di esecuzione del contratto ed il soddisfacimento degli obiettivi di progetto prefissati.
Mirando alla gestione delle relazioni tra i soggetti, quindi all’eliminazione della asimmetria informativa e alla garanzia di trasparenza, di semplicità e di snellezza delle procedure, l’attuale decreto si concentra sulla risoluzione di situazioni di asimmetria informativa tra gli operatori del contratto e, mediante il perseguimento di principi Lean e l’adozione di metodi digitali, permette di comprovare l’esistenza di strumenti legislativi idonei alla gestione ed al perseguimento delle tematiche sopra esposte.
In aggiunta, lo sviluppo dell’appalto mediante un processo digitale favorisce la condivisione veritiera delle informazioni tra tutti i partecipanti durante ciascuna fase di esecuzione del contratto. La creazione di un ambiente trasparente di condivisione dei dati limita e, finanche elimina qualsiasi possibilità di manifestazione di asimmetria informativa, poiché il trasferimento e la comunicazione delle informazioni tra i soggetti partecipanti sono i presupposti per il perseguimento di un tale procedimento.
Siffatto ambiente garantisce l’interoperabilità tra i dati presenti nel processo connessi ai modelli tridimensionali e disciplina la produzione e la fruizione degli stessi modelli informativi, assicurando che in ogni momento i suddetti possono essere richiamati in qualunque fase e da ogni attore durante il processo di progettazione, costruzione e gestione dell’opera. Pertanto, seguendo tale approccio è possibile dirimere la manifestazione di asimmetria informativa tra i soggetti protagonisti delle fasi connotanti il procedimento e, contemporaneamente, ridurre i tempi di attesa necessari per l’ottenimento delle informazioni.