Tu sei qui

Che cos'è l'ordine degli Architetti?

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori è ente pubblico istituito con L. 1395/1923, ed è retto da un Consiglio eletto dagli iscritti.

Fra le attribuzioni istituzionali del Consiglio dell’Ordine rientrano:

- formazione e revisione dell’albo professionale;

- formulazione - a richiesta - di pareri sulle controversie professionali e sulla liquidazione di onorari e spese;

- vigilanza alla tutela dell’esercizio professionale, e alla conservazione del decoro dell’Ordine, reprimendo gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio della professione.

A norma del DPR 169/2005 il Consiglio è composto da 11 membri, che eleggono al loro interno la cariche istituzionali previste dalla legge (Presidente, eventuale Vice Presidente, Segretario, Tesoriere).

L’Ordine, che non riceve risorse pubbliche, gode di autonomia impositiva nei confronti dei propri iscritti ed ha autonomia finanziaria: per sostenere le attività il Consiglio dell’Ordine delibera pertanto l’ammontare della tassa annuale. Dovendo rispondere ai propri iscritti della gestione finanziaria, da redigersi secondo i criteri della contabilità pubblica, il Consiglio si avvale della consulenza di un professionista per la gestione contabile. L’assemblea degli iscritti ha nominato un revisore dei conti, che rimane in carica per la durata della consigliatura.

Gli ordini professionali trovano storicamente la loro origine nelle corporazioni medioevali. Nelle società moderne operano a tutela degli utenti e dei cittadini, con natura pubblica ed iscrizione obbligatoria nell’Europa continentale, con più marcata connotazione sindacale ed iscrizione per lo più volontaria nel mondo anglosassone.

Le professioni c.d. regolamentate
- fra le quali quella di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore - sono dal legislatore riservate a chi, in possesso di idoneo titolo accademico, abbia superato l’esame statale di abilitazione alla professione: ciò in ragione dell’interesse pubblico a che tali attività possano essere svolte solamente da chi ne abbia i requisiti, al fine di tutelare i committenti di tale attività, siano essi privati o pubblici, e la collettività in generale.

L’esercizio abusivo della professione - commesso da chi svolga attività professionale senza essere iscritto all’albo - è un reato contemplato dall’art. 348 del codice penale.

Le originarie funzioni degli Ordini si sono via via modificate con l’evolversi della società e della normativa, spesso di derivazione comunitaria: basti pensare all’abolizione delle tariffe professionali, o all’introduzione dell’obbligo formativo permanente.

Dal 2013 le funzioni del Consiglio dell’Ordine sono state ridefinite con lo scorporo dell’attività deontologica, affidata ad un apposito Consiglio di Disciplina, costituito dallo stesso numero di componenti del Consiglio dell’Ordine.

Fonte: CNAPPC

Fonte: CNAPPC