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Case per Animali. Strategie e progetti di nuovi spazi e manufatti per l’allevamento nel paesaggio alpino.

Il tema delle architetture per l’allevamento è di importanza cruciale per i paesaggi rurali alpini.
La montagna, soprattutto sul versante italiano e francese, ha subito per decenni la colonizzazione di modelli estranei che hanno importato principi insediativi atopici, manufatti inadatti a suoli complessi e costruzioni incapaci di leggere la montagna come opportunità e solo come una mancata pianura.
Questo destino è toccato anche al territorio Trentino.

Case per Animali. Strategie e progetti di nuovi spazi e manufatti per l’allevamento nel paesaggio alpino.

Ziegenstall, Kühnlein Architektur.
Dettaglio dell’apertura che permette l’accesso alla stalla.
Fonte: http://www.kuehnlein- architektur.de/projekte/ziegenstall/

A causa di una profonda mutazione dei modelli economici e produttivi, edifici autocostruiti come le architetture tradizionali hanno lasciato il campo a grandi costruzioni che talvolta si configurano come manufatti di bassa qualità pur essendo presenze spesso evidenti nel paesaggio e insediate in brani di territorio di particolare interesse.
Le grandi costruzioni contemporanee per l’allevamento, con le loro regole tipologiche ferree e la necessità di economicità costruttiva, spesso vengono pensate come manufatti di bassa qualità pur essendo invece presenze anche molto evidenti nel paesaggio e insediate in brani di territorio di particolare qualità.
Comprendere la necessità di emancipare i manufatti per l’allevamento dalla loro dimensione puramente edilizia prefigurandone una consapevole dignità architettonica è invece importante come espressione della necessità di una ritrovata cura del territorio come risorsa produttiva, spazio di vita e bene comune.

Il tema delle architetture per l’allevamento è oggi particolarmente emergente nel dibattito architettonico, e acquista un interesse ancora maggiore nell’arco alpino.
I contesti fisici e culturali alpini, nelle loro diversità, sono diventati negli ultimi anni un campo di sperimentazioni fertile in grado di far emergere nuove e vecchie attenzioni.
Alla base vi è la comprensione che il contesto alpino non è una pianura mancata ma un territorio con le sue specificità che richiede risposte precise e puntuali, sia dal punto di vista insediativo che produttivo.
La crescente consapevolezza che spinge produttori ed allevatori montani verso produzioni in cui la qualità vince sulla quantità si sta coniugando con la consapevolezza che anche i manufatti per l’allevamento devono esprimere questa diversa idea di produzione e di territorio.
L’allevamento, pratica centrale nella costruzione del paesaggio alpino, costituisce una forma di cura del territorio: riconoscergli questo ruolo di servizio diventa quindi inevitabile per proporre strategie progettuali e costruttive che permettano ai manufatti configurarsi come presenze appropriate.

Case per Animali. Strategie e progetti di nuovi spazi e manufatti per l’allevamento nel paesaggio alpino.
Case per Animali. Strategie e progetti di nuovi spazi e manufatti per l’allevamento nel paesaggio alpino.
Case per Animali. Strategie e progetti di nuovi spazi e manufatti per l’allevamento nel paesaggio alpino.

Stalle e macelleria a Vrin, Gion A. Caminada.
L’accesso diretto ai enili è garantito dal pendio retrostante.
Fonte: Caminada G. A., Cul zuffel e l’aura dado, Quart Verlag, Luzern, 2005, p. 128.


Ziegenalp Puzzetta, Gujan + Pally Architekten ag.
Fonte: Gujan + Pally Architekten ag.


Laufstall Wildenstein, Kury Stähelin Architekten
Sopra le cuccette è ricavato uno spazio di deposito fieno.
Fonte: Domus web

Sulle Alpi

Per decenni, ed in molti casi tutt’ora, gli edifici per l’allevamento sono stati considerati come manufatti minori, non meritevoli di attenzioni architettoniche.
Numerose esperienze alpine fortunatamente ci raccontano un’inversione di tendenza.
Dalle ormai celebri esperienza di Gion A. Caminada in Val Lumnezia, ai progetti di Armando Ruinelli, Gujan + Pally, Enrico Scaramellini e molti altri emergono tematiche trasversali interessanti e fertili, tra variazioni tipologiche, modalità costruttive antitetiche (tra auto costruzione e prefabbricazione), approcci culturali differenti.
Il rapporto col suolo è un primo tema di particolare interesse e in molti progetti la morfologia complessa di un territorio montano diventa un’occasione progettuale piuttosto che una limitazione.
In un contesto montano le questioni tipologiche e funzionali sono costrette a scendere a patti con una morfologia del terreno che, se vista come ostacolo, diventa elemento peggiorativo ma, che se viene letta come opportunità progettuale, diventa occasione per spazi produttivi efficaci e una relazione con il luogo più coerente e adeguata. Ad esempio un basamento comune, che raccorda edificio produttivo e abitazione, permette ad Armando Ruinelli a Soglio di leggere l’acclività del suolo come occasione per separare accessi e definire spazi di relazione, mentre Gujan e Pally, rielaborando i temi locali della tipologia della stalla d’alpeggio nella loro Ziegenalp Puzzetta, definiscono un edificio che, nel suo involucro di lamiera rossa, si scompone in una serie di volumi che, adagiati al suolo, degradano verso valle.

Riscoprendo antiche sovrapposizioni di funzioni che sfruttano gli accessi a differenti quote, le sezioni si articolano superando la fissità formale delle stalle industriali prefabbricate, talvolta promuovendo anche rotazioni planimetriche nella disposizione dei volumi rispetto alle curve di livello.
In alcuni casi gli edifici mantengono una compattezza volumetrica che si declina in una complessità formale capace di istituire un rapporto interessante con la topografia, come avviene in un progetto di Dieter Jüngling e Andreas Hangmann a Ftan in cui l’edificio produttivo, a cui viene affiancato un nuovo edificio residenziale, assume una sezione complessa che permette di leggere le diverse quote di accesso e al tempo stesso di costruire un rapporto inatteso con lo spazio aperto e la morfologia del suolo.

In altri casi, come per quanto riguarda le stalle con macelleria a Vrin di Gion Caminada il progetto segue una strada differente attraverso l’articolazione in più volumi che ruotano l’uno rispetto all’altro per meglio seguire l’andamento del suolo.
Il progetto di Caminada è inoltre particolarmente interessante perché introduce un’ulteriore tema di interesse: quello che riguarda la scala dei manufatti.
Stalle e fienili hanno infatti bisogno di sviluppi volumetrici importanti che spesso possono entrare in contrasto con le scale e le misure di un territorio montano: alcuni progetti però evidenziano delle operazioni progettuali interessanti che diventano strumento di mediazioni scalare tra la necessità di grandi manufatti e il loro corretto inserimento nel territorio.
Il progetto di Caminada per Vrin articola stalle, fienili e una macelleria in tre volumi distinti introducendo quindi una scala che richiama le dimensioni e le proporzioni degli edifici tradizionali che a monte costituiscono l’edificato di Vrin.

Un ulteriore tema che emerge con particolare forza è legato alla dimensione costruttiva e tettonica dei manufatti.
La sperimentazione costruttiva cerca da un lato di interpretare i tradizionali atteggiamenti tettonici locali dall’altro diventa uno strumento per il contenimento dei costi, la velocità di realizzazione, l’autocostruzione e l’uso di risorse e materiali locali. Ingaggiando un rapporto con la storia e con la tradizione che non si declina in una mimesi di forme storiche o nell’applicazione ad edificio industriali di decori posticci fintamente tradizionali, ma attraverso una riscoperta della qualità estetica della costruzione nella sua dimensioni tettonica.

Questi sono solamente alcuni dei temi emergenti sull’arco alpino: molti altri sono rintracciabili e possono testimoniare le grandi opportunità che il progetto di architettura applicato al tema dei manufatti per l’allevamento può garantire.

Case per Animali

I quattordici progetti presenti nella ricerca Case per Animali, ridisegnati e sistematizzati.
I sei metaprogetti con cui si conclude la ricerca Case per Animali.

Fonte: Marinelli M., con Dallago F. (a cura di) Case per Animali: ricerca su architettura e allevamento: strategie, operazioni e progetti per nuovi spazi e manufatti nei paesaggi trentini, supervisione e coordinamento arch. Giorgio Tecilla, Osservatorio del Paesaggio, 2015.

Case per animali

L’Osservatorio del Paesaggio della Provincia Autonoma di Trento, attraverso la ricerca “Case per animali”, ha tentato di costruire uno strumento affinché la qualità dei nuovi manufatti per l’allevamento possa essere ritrovata a sperimentata con regolarità anche nel territorio trentino.
Riscoprire una qualità architettonica che sappia dare valore alle architetture per l’allevamento è una domanda della contemporaneità e la ricerca tenta di individuare modalità e strategie attraverso le quali ciò può avvenire. In questo modo si tenta di prefigurare uno strumento che indichi la traiettoria che può condurre a nuovi modi di costruire e progettare che sappiano ripartire dai luoghi, interpretare le domande della contemporaneità e prefigurare qualità possibili per nuove architetture per l’allevamento.
Individuando criticità da risolvere, raccogliendo esempi progettuali, ascoltando le domande del territorio ed immaginando strategie trasformative e tecnologie costruttive, la ricerca vuole quindi costituirsi pertanto come strumento culturale ed operativo utile ad allevatori, progettisti e amministratori.
Per fare ciò la ricerca (scaricabile dal sito paesaggiotrentino.it tra i quaderni di lavoro dell’Osservatorio) è suddivisa in cinque parti che convergono verso l’individuazione di alcune strategie e operazioni progettuali che possono aiutare a valutare e a redigere progetti di nuovi manufatti per l’allevamento.
Dal punto di vista metodologico generale non si è voluto indirizzare la ricerca alla definizione di regole prescrittive o alla stesura di un manuale tipologico che elenca possibilità di forme. Si è tentato invece di proporre un percorso che possa aiutare a fare emergere alcuni principi generali che riguardano tutto ciò che viene prima dell’individuazione delle forme e che ne intuisce la gestazione, ne determina i caratteri, ne definisce la consistenza materica e costruttiva.
Evitare la definizione di regole e norme vuole essere inoltre un modo per non ridurre semplicisticamente la complessità di condizioni e necessità, che il territorio trentino può esprimere, in semplici indicazioni prescrittive; si è tentano invece di offrire gli strumenti affinché questa complessità possa essere governata e possa diventare materiale di progetto per risposte puntuali, specifiche e locali.
Le esperienze alpine, da questo punto di vista, costituiscono anche all’interno della ricerca Case per Animali, uno sfondo culturale operativo di particolare interesse affinché, senza passatismi o, come direbbe Appadurai, evitando “nostalgie senza memoria”, si possa guardare all’architettura per l’allevamento in Trentino con attenzione, riscoperta semplicità, con consapevolezze nuove e attenzioni riscoperte, nella traiettoria che abita tra principi tradizionali e risposte contemporanee.


MAURO MARINELLI:
Architetto, laurea con Lode alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano nel 2011, Dottorato di ricerca con Lode in Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano nel 2016. È Professore a Contratto di Progettazione Architettonica presso la Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. Nel 2018 è stato Visiting Professor alla Universitad Internacional SEK di Quito, in Ecuador.