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Associazione Architetti Arco Alpino

Volendo dare seguito alle iniziative legate alla Rassegna Architetti Arco Alpino 2016, prendendo spunto dalle numerose sollecitazioni di approfondimento e di lettura critica dei progetti presentati e più in generale del tema della trasformazione del paesaggio e dell’architettura delle Alpi, l’Associazione ha promosso una giornata di studio e di confronto, tenutasi il giorno 24 marzo 2018, presso l’Hotel Boite nella cornice del villaggio Eni progettato da Edoardo Gellner a Borca di Cadore (BL).

Associazione Architetti  Arco Alpino

L’incontro ha coinvolto i progettisti segnalati nella Rassegna AAA 2016, i componenti dell’Associazione ed alcuni studiosi della cultura architettonica alpina. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di mettere a confronto le diverse riflessioni sulla Rassegna ed allo stesso tempo di raccogliere stimoli e contributi per la definizione di temi e argomenti utili allo sviluppo delle prossime attività dell’Associazione.

Che rilevanza hanno, nei processi di trasformazione dei territori alpini, le architetture di qualità come quelle premiate dalla rassegna AAA?
Partendo da questa domanda sui reali effetti, culturali e politici oltre che disciplinari, dei più rilevanti esempi di architettura nelle Alpi italiane, è stata affrontata una discussione organizzata con un primo momento di introduzione e successivamente con l’attivazione di tre tavoli di discussione coordinati da un critico e da un rappresentante AAA, intorno a tre principali tematiche che possono riassumere e contenere le diverse questioni che l’architettura alpina, a diverse scale e in differenti ambiti, pone:

Quota
Tema delle vere e proprie “terre alte”: la sommità, parte rimasta più integra, con una minima presenza antropica, dove gli interventi si identificano prevalentemente con le strutture per le escursioni estive e gli sport invernali; la montagna di mezzo, parte dedicata principalmente all’agricoltura e all’allevamento, che in molti casi assiste a fenomeni di spopolamento dei centri abitati. Si tratta di realtà strettamente legate alle condizioni stagionali e ai paradigmi di “consumo” o “valorizzazione” turistica che si intende perseguire, anche nella prospettiva di sempre più radicali cambiamenti climatici. 
Coordinamento: Luca Gibello, Alessandro Cimenti.
Partecipanti: Luciano Bonetti, Ermes Buzzi, Wanda Buzzi, Angelo Da Frè, Fabiola De Battista, Andrea Margeri,Federico Mentil, Gianluca Parcianello, Fabio Revetria, Lara Sappa, Enrico Scaramellini, Giorgio Spicone.

Città alpina
Il fatto che sempre più spesso si pensi alle Alpi come un grande parco di vacanza e di divertimento, con un carattere suburbano a servizio delle metropoli che le circondano (Milano, Torino, Monaco, Lione, Vienna, Zurigo, ecc), evidenzia che, nella realtà, vi sono almeno tre tipi di città urbane all’interno delle Alpi. Il primo tipo è la città alpina di medie dimensioni, come Feltre, Aosta, Rovereto, Sondrio; il secondo tipo è la città stagionale del turismo, come Madonna di Campiglio, Gressoney, Sestriere, Cortina, Bormio; il terzo è la città lineare di fondovalle, come la Val di Susa, la Valtellina, la Valbelluna, la Val d’Aosta.
Coordinamento: Sebastiano Brandolini, Simone Cola.
Partecipanti: Francesca Bogo, Carlo Calderan, Dario Castellino, Valeria Cottino, Massimiliano Dell’Olivo, Maria Stella Marini, Michael Obrist, Adriano Oggiano, Sandro Sapia, Susanna Serafini, Lorenzo Weber.

Infrastrutture
Il capitolo riguardante la progettazione e la realizzazione di infrastrutture nel territorio alpino è molto ampio e include manufatti assai diversi per dimensione, vocazione e uso. Strade, ferrovie, ponti, gallerie, dighe e centrali idroelettriche, ma anche impianti di risalita, strutture di accoglienza, piste di sci, sistemi di sfruttamento delle acque, impianti di innevamento, costruzioni destinate all’allevamento e alle attività agroalimentari. I territori alpini sono stati attraversati per secoli da eserciti, pellegrini, commercianti e viaggiatori. Nelle alpi si sono sperimentate le tecnologie più avanzate e la ricerca, anche dal punto di vista dell’architettura, non è mai stata assente.
Coordinamento: Federico Tranfa, Alessandro Sacchet.
Partecipanti: Ilario Abate Daga, Giovanni Barberis, Corrado Binel, Raffaele Cetto, Massimo Crotti, Marie Pierre Forsans, Carlo Ghisolfi, Wolfgang Piller, Daniele Regis, Sergio Togni, Rinaldo Zanovello.

In occasione dell’incontro di Borca di Cadore si è tenuta anche l’assemblea annuale dell’Associazione che ha previsto l’approvazione del bilancio e la nomina del Presidente per il biennio 2018/2019 per il quale è stato proposta la conferma, approvata all’unanimità, dell’arch. Alberto Winterle.
Negli incontri successivi è stata inoltre approvata la richiesta di adesione da parte dell’Ordine di Vercelli, che quindi diventa il decimo Ordine facente parte dell’associazione.

Associazione Architetti  Arco Alpino
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