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Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi

Contrada Bricconi
L’intervento qui presentato è parte di un progetto più ampio che interessa la riqualificazione di Contrada Bricconi, antico insediamento rurale situato a circa 950 m di altezza nel comune di Oltressenda Alta, in Valzurio, nelle Alpi Orobie Bergamasche. La contrada era un insediamento agricolo, probabilmente occupato solo alcuni mesi l’anno da allevatori che si spostavano tra il villaggio ad una quota inferiore e gli alpeggi, più in alto.
Una posizione privilegiata, in termini di esposizione, vicinanza a importanti vie di comunicazione e morfologia del terreno, ha contribuito alla fortuna della contrada, che è rimasta costantemente abitata fino agli anni Novanta. Ancora oggi, la tipologia dei fabbricati in pietra come i prati a pascolo che lo circondano sono testimoni di un’attività rurale basata sull’allevamento e la produzione casearia che ha caratterizzato l’intera valle per secoli, plasmandone il paesaggio.

Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi

La nuova azienda agricola
L’iniziatore del progetto è Giacomo Perletti (laureato in agraria nel 2013) vincitore, nel 2010, di un bando comunale per la gestione di alcuni edifici della contrada e dei suoi terreni, che versavano dagli anni novanta in uno stato di semi-abbandono. La volontà di Giacomo, oggi in società con Matteo Trapletti, è stata quella di ripristinare una attività di allevamento di bovini negli spazi della contrada, associando alla tradizionale attività casearia l'utilizzo di tecnologie innovative. Inoltre, nell’ottica di aprirsi ad un commercio sovra-locale, parte integrante dell'azienda è l'agriturismo, comprensivo di spazi ricettivi e ristorativi, oltre che di locali per la didattica e per la piccola congressistica.
I gestori hanno dunque scelto di concentrare la funzione ricettiva, ristorativa e didattica all'interno dei volumi esistenti nella convinzione del valore della conservazione di tale memoria storica.
Per quanto riguarda il complesso zootecnico, invece, la necessità di soddisfare le esigenze funzionali ha portato alla scelta di realizzare una struttura ex-novo, comprensiva di stalla, fienile e caseificio.
L’intervento architettonico è stato sviluppato da Francesca Favero, Caterina Franco e Anna Frigerio, inizialmente nel quadro di una Tesi di Laurea Magistrale in Architettura al Politecnico di Milano, successivamente, come prima esperienza professionale. Il risultato è stata l’elaborazione di un progetto per la riqualificazione di alcuni tra gli edifici esistenti, da trasformarsi in agriturismo, e la realizzazione, sui terreni della contrada, di una nuova stalla e di un caseificio.
Le scelte compositive e progettuali del nuovo insediamento sono esito di un lungo periodo di ricerca e riflessione. Progettisti e committente hanno condiviso, lungo tutte le fasi del processo, la consapevolezza di operare all’interno di un contesto dotato di un’elevata qualità paesaggistica e portatore di un’importante memoria storica, così come il desiderio di operare nell’ottica di una valorizzazione dell’esistente. Si è inoltre ritenuto necessario un continuo confronto con contesti che avessero affrontato simili problematiche, identificando come campo d’indagine e paradigma di riferimento alcuni progetti recenti situati nelle alpi svizzere, caratterizzati da un evidente qualità costruttiva e funzionale, unita ad un approccio rispettoso della storia e delle tradizioni locali.

La progettazione ex-novo degli edifici produttivi
Il programma del nuovo complesso produttivo ha previsto la progettazione di una stalla per un massimo di 30 capi di razza grigio alpina con annessa sala di mungitura, fienile e porcilaia, di un edificio contenente i locali per la lavorazione di prodotti caseari, carne e frutta e un magazzino per lo stoccaggio degli stessi.
Il nuovo insediamento è stato pensato per essere parte integrante la realtà agrituristica che si insedierà a Contrada Bricconi, considerando un’opportunità il non separare la parte ricettiva dagli spazi meramente produttivi. Per questo motivo i nuovi edifici sono disposti in continuità spaziale con quelli antichi. In particolare, il volume adibito a caseificio si accosta ad un antico fienile esistente, oggi restaurato, riprendendone le proporzioni ma differenziandosi nell’uso dei materiali adottati.
Lo schema tipico della stalla è stato rimesso in discussione, per unire la necessità di rispondere a requisiti funzionali riguardanti il benessere dell’animale e dell’agricoltore con il tentativo di realizzare un intervento che dialogasse con le logiche dell’esistente. Il risultato è un edificio formato da più spazi con la medesima quota di pavimento, ma dotato di altezze differenti, a formare diversi volumi più proporzionati alle dimensioni della contrada, dove le parti più alte ospitano fienile e deposito mezzi. Per la copertura, si è scelto di disporsi parallelamente al pendio naturale del terreno, riducendo così le altezze sui fronti e inserendosi in maniera meno invasiva nel paesaggio.
La quota a cui è stato impostato il pavimento della stalla cerca di ottimizzare il volume da scavare, per modificarne il meno possibile l’originaria conformazione del terreno. Il materiale ottenuto è stato utilizzato in parte per la realizzazione di nuovi muri di contenimento, in corrispondenza dei nuovi accessi.

Il rivestimento svolge un ruolo importante per l’inserimento dell’edificio nel contesto. La scelta è ricaduta su un materiale che non nascondesse la contemporaneità del nuovo intervento, pur dialogando con la pietra, che costituisce il materiale privilegiato nella storia della costruzione locale. Sono stati quindi utilizzati dei tavolati di larice non trattato che, nel tempo, assumono una colorazione grigio-argentea, con differenti sfumature a seconda dell’esposizione al sole. Tale sistema consente inoltre, lungo i fronti della stalla, di garantire la necessaria illuminazione e aerazione, semplicemente omettendo alcuni dei listoni di rivestimento.

L’intervento sull’esistente
L’elaborazione di un progetto sull’esistente è stata animata da logiche conservative, per mantenere, quando possibile, materiali e spazialità originali. Quando le esigenze abitative hanno richiesto un intervento, si è previsto l’utilizzo di nuovi materiali e sistemi costruttivi, operando secondo una logica di riconoscibilità dell’elemento contemporaneo, pur utilizzando finiture che richiamassero la natura rurale ed il linguaggio essenziale degli spazi e delle strutture in questione.
Ad oggi, solo alcuni degli edifici in gestione o di proprietà dell’azienda agricola sono stati interessati da un restauro.
Nel 2013, Il Parco delle Orobie Bergamasche e ha stanziato alcuni fondi per la riqualificazione di uno dei volumi esistenti, un antico fienile diventato un “centro Parco”, che ospita incontri e conferenze. Nel 2016, grazie al contributo del Parco delle Orobie e ad un finanziamento di Fondazione Cariplo, nel quadro del progetto ArcOrobie, è stato possibile effettuare un restauro conservativo del fabbricato che ospiterà il ristorante. Tale intervento è stato occasione per l’organizzazione di esercitazioni didattiche sul campo, grazie alla collaborazione, tra gli altri, della Scuola Edile di Bergamo, dell’Università della Montagna di Edolo e della Soprintendenza ai Beni Culturali della provincia di Bergamo.

Quale ruolo per l’architetto nei processi di rigenerazione degli insediamenti montani?
L’intervento architettonico a Contrada Bricconi è esito di una duplice tensione: da un lato il tentativo di stabilire un dialogo tra le forme e materiali dell’insediamento tradizionale con quelli dei nuovi edifici, per far emergere e valorizzare quelle caratteristiche che costituiscono l’essenza della architettura rurale locale; dall’altro, la necessità di rispondere alle esigenze funzionali dei committenti, con i quali il dialogo è stato costante durante tutta la fase di elaborazione del progetto.
Il caso di Contrada Bricconi rappresenta un fortunato esempio in cui tale sfida, assunta dai progettisti, è stata condivisa dai committenti, che hanno intravisto nella qualità architettonica un valore aggiunto al loro progetto imprenditoriale. In questo modo, l’innesto di una attività agricola in un antico insediamento rurale diventa occasione per un reale progetto di riqualificazione dell’esistente e di valorizzazione del paesaggio montano.

Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi

Planivolumetrico

Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi
Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi
Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi

Nome e sito del progetto: Azienda Agricola Contrada Bricconi, Oltressenda Alta (BG)

Progetto:
Francesca Favero, Caterina Franco, Anna Frigerio

Gruppo di progettazione:
Ivan Carrara, Francesca Favero, Caterina Franco, Anna Frigerio

Strutture:
Ivan Carrara

Ingegneria elettrica:
Ivan Carrara

Ingegneria meccanica:
Ivan Carrara

Direzione lavori:
Ivan Carrara

Superficie del sito:
3.000 mq circa (area interessata dagli edifici della contrada); 100.000 mq circa (terreni di proprietà comunale in gestione alla Società Agricola)


Fase 1: Recupero di una antica stalla da adibire a “Centro Parco”

Committente:
Contrada Bricconi S.S. Società agricola di Perletti Giacomo; Parco delle Orobie Bergamasche

Impresa costruzioni:
ARS Aedificandi SpA

Superficie totale dell’intervento:
104 mq

Costo:
40.000 euro circa, con un contributo del Parco delle Orobie bergamasche e del Comune di Oltressenda Alta

Fase di progetto (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
marzo - aprile 2014

Fase di costruzione (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
maggio - luglio 2014

Materiali:
profilati metallici, tavole di abete per il solaio, malta di calce per interventi su muri esistenti


Fase 2: Costruzione di stalla e caseificio

Committente:
Contrada Bricconi S.S. Società agricola di Perletti Giacomo

Impresa costruzioni:
ARS Aedificandi SpA

Superficie costruita totale:
176 mq caseificio; 775 mq stalla

Costo:
800.000 euro circa (con un finanziamento dal Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 misura 4.1), al netto dei macchinari (200.000 euro circa)

Fase di progetto (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
gennaio 2014 - settembre 2014

Fase di costruzione (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
giugno 2016 - maggio 2017

Materiali:
struttura in calcestruzzo armato, profilati metallici; rivestimento in listoni in larice non trattato


Fase 3: Recupero “al rustico” di un volume esistente da adibire ad agriturismo con restauro delle superfici murarie, voltate e di alcuni pavimenti

Altri consulenti:
Davide Ferrari Restauratore, Soprintendenza Beni Culturali di Bergamo

Impresa costruzioni:
Quistini Graziano

Committente:
Contrada Bricconi S.S. Società agricola di Perletti Giacomo

Superficie costruita totale:
360 mq

Costo:
200.000 euro circa (restauro delle superfici murarie esterne ed interne, recupero al rustico), con un contributo del Comune di Oltressenda Alta e del progetto A.R.C.Orobie, promosso da Parco delle Orobie bergamasche e Fondazione Cariplo

Fase di progetto (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
maggio 2014 - settembre 2014

Fase di costruzione (mese e anno di inizio - mese e anno di fine):
marzo - ottobre 2016

Materiali:
profilati metallici, tavole di abete per il solaio, malta di calce per interventi su muri esistenti

Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi
Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi
Architettura e allevamento nelle terre alte: un’azienda agricola a Contrada Bricconi
FRANCESCA FAVERO, CATERINA FRANCO, ANNA FRIGERIO (LAB F3):
Iniziano a collaborare nel 2013 a Milano per la riqualificazione di Contrada Bricconi sviluppando un progetto ideato per la loro tesi di Laurea al Politecnico di Milano. Da allora, in parallelo alle attività professionali condotte nell'ambito della progettazione e della ricerca universitaria, continuano a seguire la trasformazione della Contrada Bricconi nelle molteplici fasi di un progetto che è ancora in corso e che interessa diversi ambiti: intervento sull'esistente, progettazione ex-novo, progettazione degli spazi esterni, progettazione tecnologica, comunicazione.